EcoGestor Legislazione

Directiva reparación de bienes

La direttiva europea che promuove la riparazione dei beni: nuovi obblighi informativi all’orizzonte

La direttiva europea che promuove la riparazione dei beni: nuovi obblighi informativi all’orizzonte 1200 800 Eurofins EcoGestor

L’economia circolare continua a progredire all’interno dell’Unione Europea, avanzando con decisione e incidendo direttamente su produttori, riparatori e consumatori. Una nuova direttiva comunitaria introduce cambiamenti significativi nel modo di fornire informazioni sulla riparazione dei beni, stabilendo scadenze precise e obblighi concreti che è importante conoscere in anticipo. In vista del 2026, rimanere aggiornati sarà essenziale per evitare qualsiasi rischio di non conformità.

Un contesto europeo orientato alla riparazione e alla sostenibilità

La Direttiva (UE) 2024/1799 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 giugno 2024, stabilisce norme comuni per promuovere la riparazione dei beni, in linea con gli obiettivi europei di riduzione dei rifiuti, uso efficiente delle risorse e aumento della durata di vita dei prodotti.

La direttiva modifica il regolamento (UE) 2017/2394 e le direttive (UE) 2019/771 e (UE) 2020/1828, rafforzando il ruolo dell’informazione al consumatore come elemento centrale per favorire decisioni di acquisto e di riparazione più sostenibili. Il termine massimo per il recepimento è fissato al 31 luglio 2026, lasciando agli Stati membri e agli operatori economici un margine di tempo limitato per adeguarsi.

Obblighi informativi per i riparatori: chiarezza e transparenza

Uno dei pilastri della direttiva sulla riparazione dei beni riguarda gli obblighi informativi dei riparatori, che devono fornire al consumatore il Modulo Europeo di Informazioni sulla Riparazione. Una volta recepita la normativa, saranno tenuti a:

  • Specificare in modo chiaro e comprensibile le condizioni della riparazione.
  • Fornire il modulo gratuitamente, su un supporto durevole e prima della formalizzazione del contratto.
  • Informare preventivamente sui costi del servizio di diagnosi, qualora sia necessario.
  • Mantenere immutate le condizioni di riparazione per un periodo di 30 giorni di calendario.

Questi requisiti mirano a rafforzare la fiducia dei consumatori e a facilitare confronti oggettivi tra le diverse opzioni di riparazione.

Nuovi obblighi informativi per produttori e importatori

La direttiva (UE) 2024/1799 introduce inoltre obblighi specifici per i produttori dei beni elencati nell’allegato II — come lavatrici domestiche, apparecchi di refrigerazione, schermi elettronici, attrezzature per saldatura, aspirapolvere, server e dispositivi di archiviazione dati, telefoni mobili o cordless, tra gli altri — così come per i rappresentanti autorizzati e gli importatori. Tra i principali obblighi informativi si evidenziano:

  • Riparare i beni quando esistano requisiti di riparabilità stabiliti dall’UE, in modo gratuito o a un prezzo ragionevole e entro un termine adeguato.
  • Pubblicare su un sito web ad accesso libero informazioni sui prezzi indicativi delle riparazioni più comuni.
  • Non utilizzare clausole contrattuali né soluzioni tecniche (hardware o software) che impediscano la riparazione.
  • Non ostacolare l’uso, da parte dei riparatori indipendenti, di ricambi originali, compatibili, di seconda mano o prodotti tramite stampa 3D.
  • Non rifiutare una riparazione sostenendo che il bene sia stato precedentemente riparato da un’altra persona.

Inoltre, i produttori che commercializzano ricambi e strumenti dovranno metterli a disposizione a un prezzo ragionevole, che non scoraggi la riparazione.

Informazioni al consumatore dopo la riparazione e ampliamento della responsabilità

Per i beni venduti dopo il 31 luglio 2026, la direttiva introduce un ulteriore obbligo di carattere informativo:

  • Quando si effettua una riparazione per ripristinare la conformità del bene, il produttore dovrà estendere di 12 mesi il periodo di responsabilità, applicabile una sola volta.
  • Sarà obbligatorio informare il consumatore del suo diritto di scegliere tra riparazione o sostituzione, nonché della possibile estensione del periodo di responsabilità.

Rimanere aggiornati sulla normtavia ambientale e sui applicabili ai prodotti

La complessità e il volume delle nuove obbligazioni normative rendono indispensabile disporre di strumenti che facilitino il monitoraggio legislativo. Soluzioni come Ecogestor Legislazione, di Eurofins Environment Testing Spain, permettono alle organizzazioni di rimanere sempre aggiornate sui cambiamenti regolatori più rilevanti, valutarne l’applicabilità e anticipare in modo strutturato le azioni necessarie per garantire la conformità.

Il ruolo di Eurofins nel supporto normativo

Dalla Business Unit di Consulenza e Conformità Normativa di Eurofins Environment Testing Spain, offriamo supporto a imprese e organizzazioni nell’interpretazione, nel monitoraggio e nell’adattamento alla normativa europea e nazionale, aiutandole a integrare questi nuovi obblighi informativi all’interno dei loro sistemi di gestione e dei processi di conformità legale.

Scopri come rimanere aggiornato sulla normativa europea relativa alla riparazione dei beni con EcoGestor Legislazione di Eurofins Environment Testing Spain.

direttiva greenwashing

Nuova direttiva (UE) 2024/825 e l’approccio contro il greenwashing: che cos’è e quali implicazioni avrà per le aziende?

Nuova direttiva (UE) 2024/825 e l’approccio contro il greenwashing: che cos’è e quali implicazioni avrà per le aziende? 1200 800 Eurofins EcoGestor

La direttiva (UE) 2024/825 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 28 febbraio 2024, è stata approvata con un obiettivo ambizioso e strategico: responsabilizzare i consumatori nella transizione ecologica attraverso una migliore protezione dalle pratiche commerciali sleali e informazioni più chiare e affidabili sulle caratteristiche ambientali e sociali dei beni e dei servizi.

Questo nuovo quadro europeo, in sostanza, rafforza la lotta contro il cosiddetto greenwashing —pratiche di marketing in cui le aziende forniscono informazioni ambigue, esagerate o false sui benefici ambientali per attirare la clientela— e amplia gli obblighi di trasparenza e veridicità nelle comunicazioni commerciali.

In cosa consiste la direttiva?

La direttiva modifica principalmente due norme fondamentali del diritto dell’Unione:

  • la direttiva 2005/29/CE sulle pratiche commerciali sleali e
  • la direttiva 2011/83/UE sui diritti dei consumatori.

Il suo approccio è duplice:

  1. Protezione contro pratiche ingannevoli che rendono difficile per il consumatore prendere decisioni di acquisto responsabili dal punto di vista ambientale, quali:
    • Affermazioni ambientali o sociali ingannevoli sui prodotti (ad esempio, “eco-friendly” senza alcun supporto oggettivo).
    • Informazioni poco chiare o difficili da verificare su caratteristiche quali riparabilità, durata o riciclabilità.
    • Confronto ambiguo tra prodotti che può indurre in errore.
  2. Miglioramento delle informazioni precontrattuali che le imprese devono fornire prima dell’acquisto, in particolare per quanto riguarda:
    • la disponibilità di opzioni di consegna più sostenibili,
    • informazioni sui servizi di riparazione e assistenza post-vendita,
    • dettagli sulle garanzie di durata o sulle condizioni di aggiornamento del software per i beni digitali.

Nel complesso, queste misure mirano a consentire ai consumatori di confrontare e scegliere i prodotti in modo più consapevole e sostenibile e alle aziende di competere sulla base di fatti concreti, e non di affermazioni ambigue, in materia di sostenibilità.

Che cos’è il greenwashing e come lo combatte questa direttiva?

Il greenwashing si riferisce a pratiche di marketing in cui un’azienda presenta i propri prodotti o servizi come più ecologici di quanto non siano in realtà o utilizza termini vaghi senza alcun supporto verificabile. La direttiva agisce su due fronti:

  • Amplia le pratiche considerate sleali quando inducono in errore sui benefici ambientali.
  • Esige che le dichiarazioni ambientali siano sostenute da impegni chiari, oggettivi, verificabili pubblicamente e accompagnati da piani di attuazione con risorse assegnate.

Ciò significa che un’azienda non potrà semplicemente affermare che un prodotto è “ecologico” o “neutrale” senza fornire prove verificabili e accessibili su come si è giunti a tale conclusione.

Scadenze importanti per le imprese nell’UE

  • Termine di recepimento:

Gli Stati membri dovranno recepire il contenuto della direttiva nella loro legislazione nazionale entro il 27 marzo 2026.

Nel caso della Spagna, questo processo è già iniziato con l’elaborazione del progetto di legge sul consumo sostenibile, che servirà come strumento normativo per adeguare l’ordinamento giuridico spagnolo alle nuove esigenze europee in materia di informazione ambientale, lotta al greenwashing e protezione dei consumatori.

  • Applicazione efficace:

Le norme potranno essere applicate a partire dal 27 settembre 2026, data a partire dalla quale potranno essere imposte sanzioni o esclusioni dai contratti per inadempimento degli obblighi derivanti dalla direttiva.

Questo calendario è fondamentale affinché le aziende possano prepararsi in anticipo e adeguare i propri processi di comunicazione, etichettatura e gestione delle informazioni ambientali.

Quali saranno gli obblighi delle aziende?

Le imprese che operano nel mercato dell’UE dovranno:

  • Garantire che ogni dichiarazione ambientale o sociale sia chiara, verificabile e affidabile.
  • Evitare affermazioni ambigue o prive di fondamento che possano indurre in errore i consumatori (greenwashing).
  • Fornire informazioni dettagliate e accessibili sulle caratteristiche rilevanti del prodotto o servizio, compresi gli aspetti di circolarità e sostenibilità, prima dell’acquisto.
  • Facilitare confronti oggettivi tra prodotti quando sono inclusi dati ambientali.
  • Includere informazioni relative a riparazioni, durata, disponibilità dei ricambi e servizi post-vendita, ove applicabile.

Inoltre, i commercianti possono essere tenuti a verificare determinate affermazioni tramite esperti terzi indipendenti, in particolare quando si fa riferimento a obiettivi o traguardi specifici in materia di sostenibilità.  

Conclusione

La direttiva (UE) 2024/825 rappresenta un passo importante dell’Unione Europea nella lotta al greenwashing e nel rafforzamento dei diritti dei consumatori nella transizione verso modelli di consumo più sostenibili.

Per le aziende, ciò comporta un aumento degli obblighi in materia di trasparenza, verifica e presentazione di informazioni ambientali e sociali, con un impatto diretto sulle strategie di comunicazione, marketing e conformità normativa.

La tua azienda è pronta a conformarsi alla Direttiva (UE) 2024/825 ed evitare sanzioni per greenwashing? Contattaci per una consulenza esperta.

qualificazione dei tecnici manutentori antincendio

Prorogata al 25 settembre 2026 la qualificazione dei tecnici manutentori antincendio

Prorogata al 25 settembre 2026 la qualificazione dei tecnici manutentori antincendio 1200 800 Eurofins EcoGestor

Un importante aggiornamento normativo riguarda il settore della sicurezza antincendio in Italia. Con il Decreto del 15 luglio 2025, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 190 del 18 agosto 2025, il Ministero dell’Interno ha modificato il Decreto Ministeriale del 1º settembre 2021, noto come Decreto Controlli.

È stata inoltre prorogata la scadenza per l’entrata in vigore dell’obbligo di qualificazione dei tecnici manutentori antincendio fino al 25 settembre 2026.

La proroga della qualificazione dei tecnici manutentori antincendio: un passo necessario

Il provvedimento, emanato ai sensi dell’articolo 46, comma 3, lettera a), punto 3, del Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81, stabilisce i criteri generali per il controllo e la manutenzione di impianti, attrezzature e altri sistemi di sicurezza antincendio. In questo contesto, la proroga concessa consente di rimandare di un anno l’obbligo di possedere la specifica qualifica per operare come tecnico manutentore antincendio. Di conseguenza, gli operatori del settore potranno continuare le proprie attività senza interruzioni, mentre si proseguono i percorsi di adeguamento previsti dalla normativa.

Continuità operativa e adeguamento del settore antincendio

La proroga consente una transizione ordinata, dando tempo a imprese e professionisti per completare la formazione e garantendo continuità operativa nella manutenzione antincendio, essenziale per la sicurezza sul lavoro.

Verso una qualificazione professionale strutturata e omogenea

Il Ministero dell’Interno sottolinea che la proroga non implica un abbassamento degli standard di sicurezza. Al contrario, è un’opportunità per favorire un sistema di qualificazione più strutturato e uniforme a livello nazionale, che valorizzi la professionalità dei tecnici manutentori antincendio e migliori la qualità complessiva dei servizi nel settore.

In attesa delle norme definitive, la proroga è un passo avanti per tutelare la sicurezza nei luoghi di lavoro e proteggere persone e beni dai rischi di incendio.

requisiti legali

Sai cosa sono i requisiti legali e come garantirne il rispetto?

Sai cosa sono i requisiti legali e come garantirne il rispetto? 1200 800 Eurofins EcoGestor

In un contesto aziendale sempre più regolamentato, rispettare i requisiti legali non è più un’opzione, ma una necessità strategica. Questo obbligo va oltre l’evitare sanzioni: rappresenta la base su cui si costruiscono la reputazione, la sostenibilità e la competitività di qualsiasi organizzazione. Ma come identificare tutti i requisiti applicabili e garantirne l’adempimento in modo efficace?

Requisiti legali: il quadro normativo che garantisce la sostenibilità della tua impresa

I requisiti legali sono l’insieme di leggi, normative, regolamenti e ordinanze che regolano l’attività aziendale. Il loro obiettivo è garantire che le organizzazioni operino in modo etico, sicuro, sostenibile e conforme alla legislazione vigente. Questi requisiti variano in base al settore e al tipo di attività, e possono riguardare ambiti come:

  • Ambiente: gestione dei rifiuti, controllo delle emissioni, scarichi, efficienza energetica e prevenzione dell’inquinamento.
  • Salute e sicurezza sul lavoro: condizioni di lavoro sicure, prevenzione dei rischi professionali e benessere del personale.
  • Qualità: conformità a norme di gestione come la ISO 9001 o standard specifici di settore per garantire l’eccellenza di prodotti e servizi.
  • Protezione dei dati: conformità al Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR) e ad altre normative sulla privacy.
  • Sicurezza industriale: supervisione tecnica di impianti, macchinari, processi e rispetto delle normative settoriali.
  • Normativa alimentare: rispetto dei requisiti igienico-sanitari, tracciabilità, etichettatura e norme di sicurezza alimentare lungo tutta la filiera agroalimentare.

Requisiti specifici per settori regolamentati

  • Ferroviario e aereo: rispetto delle normative nazionali sulla sicurezza operativa, manutenzione e gestione delle infrastrutture.
  • Costruzioni: conformità ai requisiti legali su sicurezza strutturale, sostenibilità e condizioni di lavoro in cantiere.
  • Elettrico e idrocarburi: osservanza delle normative tecniche e di sicurezza relative a impianti, approvvigionamento e trasporto energetico.
  • Turismo: rispetto delle normative specifiche in materia di sicurezza, accessibilità, sostenibilità e qualità nella fornitura di servizi turistici.

Questi quadri normativi non solo definiscono come deve operare un’azienda, ma costituiscono anche gli obblighi minimi per garantire uno sviluppo responsabile e conforme alla legge, adattato alle particolarità di ogni settore.

Da un punto di vista pratico, cos’è un requisito legale?

È ciò che la tua azienda deve fare per rispettare la normativa vigente. Può trattarsi di un’azione specifica, una misura preventiva, un documento obbligatorio o una valutazione tecnica. Ed è proprio qui che molte organizzazioni si trovano di fronte alla sfida di interpretare correttamente ciò che richiede ogni norma.

Come garantire il rispetto dei requisiti legali in modo efficace?

Rispettare la legge non deve essere un compito complesso se si adotta un approccio proattivo. Le aziende che eccellono in questo ambito lo fanno attraverso una gestione sistematica, che comprende:

  • Identificazione normativa: analisi delle leggi e dei regolamenti applicabili all’attività aziendale.
  • Valutazione dell’impatto legale: comprensione di come le normative influenzano i processi interni.
  • Implementazione di misure correttive: adeguamento di operazioni, procedure e risorse umane.
  • Audit e monitoraggio periodico: verifica del livello di conformità e prevenzione delle deviazioni.
  • Aggiornamento continuo: anticipazione dei cambi normativi che possono influire sul settore.

EcoGestor Legislazione: chiarezza, controllo e conformità a portata di mano

Da Eurofins Environment Testing Spain, ti offriamo una soluzione integrata: EcoGestor Legislazione. Questo strumento digitale ti permette di automatizzare il controllo dei tuoi obblighi legali e facilitarne il rispetto in modo efficiente. Tra i principali vantaggi:

  • Identificazione personalizzata dei requisiti legali applicabili alla tua attività.
  • Sintesi chiara e schematica di ciò che richiede ogni norma: EcoGestor ti indica esattamente cosa deve fare la tua azienda per rispettare ogni normativa, senza ambiguità né tecnicismi inutili.
  • Gestione centralizzata di compiti, responsabili, date chiave e documentazione.
  • Avvisi e aggiornamenti in tempo reale sui cambi normativi che influenzano la tua attività.
  • Copertura completa in ambiti come ambiente, sicurezza sul lavoro, qualità, protezione dei dati e sicurezza industriale.

EcoGestor Legislazione è disponibile anche in Portogallo, Italia, Francia e Perù, permettendo ai gruppi aziendali con presenza internazionale di gestire la conformità legale in modo unificato e adattato a ciascun paese.

Soluzione scalabile e integrata: collega la conformità legale alla gestione operativa

EcoGestor Legislazione può essere integrato con altri strumenti dell’ecosistema EcoGestor, come:

  • Coordinamento (Coordinamento delle Attività Imprenditoriali)
  • CMMS (Gestione della Manutenzione Assistita da Computer)
  • DPI (Gestione dei Dispositivi di Protezione Individuale)
  • Rifiuti (Controllo dei rifiuti generati e tracciabilità)

Questa integrazione consente non solo di conoscere i requisiti normativi, ma anche di controllarne l’applicazione operativa, trasformando la conoscenza legale in azioni reali, pianificate e documentate all’interno del sistema.

Eurofins EcoGestor: il tuo partner strategico per la conformità normativa

In un contesto di continuo cambiamento, avere un team di consulenti esperti come Eurofins EcoGestor fa la differenza. La nostra unità specializzata in legislazione ambientale e conformità normativa lavora per aiutarti a mantenere la tua organizzazione sempre entro i limiti di legge e trasformare questo obbligo in un vantaggio competitivo.

Regolamento Europeo 2024-573

Divieti del Regolamento Europeo 2024/573: Restrizioni ai gas fluorurati

Divieti del Regolamento Europeo 2024/573: Restrizioni ai gas fluorurati 1200 800 Eurofins EcoGestor

Un nuovo quadro normativo per ridurre l’impatto climatico

Il Regolamento Europeo 2024/573 introduce nuove restrizioni alla commercializzazione e all’uso dei gas fluorurati a effetto serra, con l’obiettivo di ridurne l’impatto sul riscaldamento globale. Questo regolamento stabilisce misure progressive per limitare la produzione e la distribuzione di questi composti, promuovendo alternative più sostenibili.

Principali divieti del Regolamento 2024/573 (Allegato IV)

L’Allegato IV del Regolamento 2024/573 elenca i divieti di immissione sul mercato di determinati prodotti contenenti gas fluorurati. Di seguito sono riportate le restrizioni più rilevanti in formato tabella.

Data di divieto dei prodotti/apparecchi:

1° gennaio 2025:

  • Frigoriferi e congelatori per uso commerciale (apparecchi autonomi) contenenti altri gas fluorurati a effetto serra con GWP pari o superiore a 150.
  • Qualsiasi apparecchio autonomo di refrigerazione, eccetto i refrigeratori, contenente gas fluorurati a effetto serra con GWP pari o superiore a 150, salvo nei casi in cui siano necessari per soddisfare i requisiti di sicurezza nell’area operativa.
  • Apparecchi di refrigerazione, esclusi i refrigeratori e le apparecchiature di cui ai punti 4 e 6 (vedi Allegato IV), che contengano o dipendano da gas fluorurati con GWP ≥ 2500, eccetto quelli destinati a raffreddare prodotti a temperature inferiori a –50 °C.
  • Sistemi split semplici contenenti meno di 3 kg di gas fluorurati elencati nell’Allegato I, o il cui funzionamento dipenda da essi, con GWP ≥ 750.

1° gennaio 2026:

  • Frigoriferi e congelatori domestici contenenti gas fluorurati a effetto serra, salvo se richiesti per motivi di sicurezza nell’area operativa.

1° gennaio 2027:

  • Refrigeratori contenenti o che dipendono da gas fluorurati con GWP ≥ 750 per apparecchi con capacità nominale superiore a 12 kW, salvo esigenze di sicurezza.
  • Apparecchi monoblocco di condizionamento, altri apparecchi autonomi e pompe di calore autonome, collegabili a prese per ambienti chiusi, con capacità nominale fino a 12 kW, contenenti gas fluorurati con GWP ≥ 150, salvo esigenze di sicurezza. Se la sicurezza non consente l’uso di gas con GWP < 150, il limite sarà GWP 750.
  • Sistemi split aria-acqua fino a 12 kW contenenti gas fluorurati o che ne dipendano, con GWP ≥ 150, salvo esigenze di sicurezza.

1° gennaio 2029:

  • Sistemi split aria-aria fino a 12 kW con gas fluorurati con GWP ≥ 150, salvo esigenze di sicurezza.
  • Sistemi split > 12 kW con gas fluorurati con GWP ≥ 750, salvo esigenze di sicurezza.

1° gennaio 2030:

  • Apparecchi di refrigerazione (eccetto refrigeratori e apparecchiature dei punti 4 e 6) contenenti o che dipendano da gas fluorurati con GWP ≥ 150, salvo esigenze di sicurezza.
  • Altri apparecchi autonomi di condizionamento e pompe di calore contenenti gas fluorurati con GWP ≥ 150, salvo esigenze di sicurezza. Se non è possibile utilizzare alternative con GWP < 150, il limite sarà GWP 750.

1° gennaio 2032:

  • Refrigeratori contenenti o dipendenti da gas fluorurati per apparecchi con capacità fino a 12 kW, salvo esigenze di sicurezza.
  • Apparecchi di condizionamento monoblocco, altri apparecchi autonomi e pompe di calore autonome, collegabili a prese per ambienti chiusi, fino a 12 kW, contenenti gas fluorurati, salvo esigenze di sicurezza. Se non è possibile utilizzare alternative ai gas fluorurati, il limite sarà GWP 750.

1° gennaio 2033:

  • Sistemi split > 12 kW con gas fluorurati con GWP ≥ 150, salvo esigenze di sicurezza.

1° gennaio 2035:

  • Sistemi split fino a 12 kW con gas fluorurati (senza soglia di GWP), salvo esigenze di sicurezza.

Impatto su imprese e settori industriali

Il settore maggiormente colpito sarà quello della refrigerazione e climatizzazione, ma le restrizioni avranno un impatto rilevante anche sui produttori di tali apparecchiature e su qualsiasi industria in cui siano essenziali. Inoltre, influenzeranno le aziende che pianificano investimenti in nuove attrezzature, costringendole a considerare alternative più sostenibili:

  • Sostituzione dei refrigeranti nei sistemi industriali e commerciali, privilegiando alternative a basso impatto ambientale.
  • Sviluppo di soluzioni prive di HFC nella produzione di schiume e solventi.
  • Crescente domanda di sistemi elettrici e di commutazione senza SF6, stimolando l’innovazione nelle reti elettriche sostenibili.

Come può aiutarti Eurofins EcoGestor a rispettare il Regolamento 2024/573?

Con Eurofins EcoGestor, facilitiamo la transizione verso una gestione ambientale più sostenibile grazie a soluzioni avanzate che permettono di essere sempre aggiornati con EcoGestor Legislazione e ottimizzare i processi industriali con EcoGestor CMMS:

  • Identificazione dei gas fluorurati soggetti a restrizioni nei prodotti e nei processi industriali.
  • Conformità normativa e controllo documentale per garantire che gli apparecchi e i prodotti immessi sul mercato rispettino le nuove disposizioni.
  • Ottimizzazione dei processi industriali per sostituire le sostanze vietate con alternative sostenibili.

Se la tua azienda è interessata da queste nuove normative, contatta il nostro team e scopri come EcoGestor può aiutarti ad adattarti al Regolamento 2024/573 in modo efficiente e sicuro.

Rispettare il Regolamento 2024/573 con Eurofins EcoGestor. Richiedi una demo e ottimizza la gestione ambientale della tua azienda.

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Cosa prevedono i programmi di formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro

Cosa prevedono i programmi di formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro 1200 800 Eurofins EcoGestor

La formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro è uno degli strumenti principali per prevenire gli infortuni e garantire ambienti di lavoro sani e sicuri. Per essere efficace, questa formazione deve rispondere a criteri minimi condivisi, aggiornati e adattabili a ogni contesto produttivo. 

In Italia, questi criteri sono stati stabiliti nell’ambito del Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e ulteriormente precisati tramite Accordi in Conferenza Stato-Regioni, l’ultimo dei quali è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 119 del 24 maggio 2025 (Rep. atti n. 59/CSR). 

Perché è importante definire contenuti minimi nella formazione 

Un programma formativo ben strutturato: 

  • Consente alle persone lavoratrici di riconoscere i rischi legati alla propria attività. 
  • Promuove una cultura condivisa della prevenzione. 
  • Garantisce l’adempimento degli obblighi normativi da parte del datore di lavoro. 

Avere contenuti minimi comuni su tutto il territorio nazionale permette una maggiore uniformità, migliora la qualità dell’apprendimento e facilita il controllo da parte degli organi ispettivi. 

Struttura della formazione secondo l’Accordo 2025 

L’Accordo del 17 aprile 2025 stabilisce la durata minima e i contenuti formativi obbligatori per ciascuna figura coinvolta nella prevenzione. Di seguito una sintesi aggiornata: 

Nota: l’utilizzo dell’e-learning è consentito solo per alcuni moduli, previa verifica di efficacia. 

Novità introdotte dall’Accordo CSR del 2025 

Tra le principali modifiche rispetto agli accordi precedenti: 

  • Introduzione dell’obbligo di formazione per il datore di lavoro, con contenuti mirati alla gestione della sicurezza e salute nei luoghi di lavoro.
  • Inserimento della formazione per nuove attrezzature prima non normate, come il carroponte, le macchine raccoglifrutta e i caricatori per la movimentazione dei materiali.
  • Rafforzamento dell’obbligo formativo per i preposti, con maggiore attenzione ai compiti di vigilanza.
  • Chiarezza sui requisiti di aggiornamento per preposti e dirigenti.
  • Validazione dei corsi già svolti, se conformi per durata e contenuti.
  • Monitoraggio dell’efficacia della formazione, anche per i percorsi online.

📄 Il testo completo dell’Accordo è disponibile in Gazzetta Ufficiale:  GU Serie Generale n.119 del 24-05-2025 

Come rimanere sempre aggiornati: EcoGestor Legislazione 

Nel contesto di una normativa in costante evoluzione, rimanere aggiornati è fondamentale per garantire la conformità e prevenire sanzioni. 

🧭 EcoGestor Legislazione è una soluzione digitale professionale, pensata per tutte le organizzazioni italiane che desiderano:

  • Essere informate in tempo reale su ogni aggiornamento normativo in materia di salute, sicurezza, ambiente e qualità. 
  • Ricevere avvisi personalizzati sulle norme applicabili alla propria attività. 
  • Archiviare, consultare e tracciare ogni modifica normativa in un’unica piattaforma online. 

Grazie a EcoGestor Legislazione, le imprese in Italia possono gestire in modo centralizzato e automatizzato la propria conformità legislativa, risparmiando tempo e risorse. 

EcoGestor Legislazione 

Conoscere i contenuti minimi della formazione obbligatoria è solo il primo passo. Per garantire la piena conformità e promuovere una cultura della prevenzione, è essenziale dotarsi di strumenti aggiornati, digitali e integrati. 

EcoGestor Legislazione è il partner ideale per orientarsi nel complesso panorama normativo italiano, con soluzioni su misura per ogni settore e realtà organizzativa. 

normativa ambientale

Come identificare la normativa ambientale che riguarda un’impresa

Come identificare la normativa ambientale che riguarda un’impresa 1200 800 Eurofins EcoGestor

Identificare la normativa ambientale applicabile a un’azienda è un processo essenziale per garantire il rispetto della legge ed evitare sanzioni. In Spagna, la legislazione ambientale è ampia e articolata su diversi livelli, dalla normativa europea fino ai regolamenti municipali. Questo articolo ti guiderà passo dopo passo nell’identificazione e nell’applicazione corretta della normativa ambientale rilevante per la tua organizzazione, con un focus particolare sull’uso di strumenti digitali come EcoGestor Legislazione per semplificare questo processo. 

1. Comprendere l’attività dell’impresa 

Il primo passo è comprendere come le attività dell’azienda interagiscono con l’ambiente. Alcune domande chiave da porsi sono: 

  • Che tipo di attività svolge l’azienda? (es. produzione, trasporto, gestione dei rifiuti) 
  • Utilizza risorse naturali? Genera emissioni o scarichi? 
  • Dove si trova l’azienda e quali normative locali potrebbero applicarsi? 

2. Identificare la normativa ambientale in Spagna 

La normativa ambientale spagnola è strutturata su più livelli gerarchici: 

  • Normativa comunitaria (Unione Europea): regolamenti e direttive che stabiliscono standard di base e che si applicano direttamente o indirettamente in Spagna. Esempi rilevanti includono le direttive sulle emissioni industriali e sulla tutela della biodiversità. 
  • Legislazione statale: basata sulla Costituzione Spagnola, include leggi organiche, reali decreti e ordinanze ministeriali. L’articolo 45 della Costituzione riconosce il diritto a un ambiente adeguato e il dovere di conservarlo. 
  • Normativa autonoma: ogni comunità autonoma può stabilire regolamenti più severi rispetto a quelli statali, in particolare in materia di gestione dei rifiuti o inquinamento atmosferico. 
  • Ordinanze municipali: pur non avendo competenza legislativa, i comuni possono regolare aspetti specifici come rumore, scarichi e gestione dei rifiuti attraverso ordinanze locali. 

3. Esaminare le norme europee e la loro applicazione in Spagna 

In quanto membro dell’UE, la Spagna è tenuta a rispettare la normativa ambientale europea. Ciò include l’attuazione di direttive e regolamenti in settori come gestione dei rifiuti, cambiamento climatico e qualità dell’aria. È fondamentale comprendere come queste norme vengono recepite e applicate nella pratica. 

4. Consultare fonti specializzate e strumenti digitali 

Per garantire la conformità normativa, è consigliabile utilizzare strumenti digitali avanzati come EcoGestor Legislazione, che offre: 

  • Identificazione e gestione dei requisiti legali: aiuta le imprese a identificare quali normative si applicano in base al settore e alla localizzazione.
  • Aggiornamenti continui: EcoGestor mantiene le imprese informate sulle ultime novità legislative, un fattore cruciale data la frequenza delle modifiche normative. 
  • Consulenza specializzata: esperti ambientali forniscono supporto continuo per interpretare correttamente e applicare le disposizioni legislative. 

5. Realizzare audit ambientali 

Gli audit ambientali, interni o esterni, sono fondamentali per valutare il livello di conformità normativa e identificare aree di miglioramento. Devono includere revisioni documentali, verifiche operative sul campo e valutazioni dei rischi ambientali.

6. Rimanere aggiornati e adattarsi ai cambi normativi 

La normativa ambientale in Spagna è soggetta a continue modifiche. Restare aggiornati richiede un impegno quotidiano per monitorare i bollettini ufficiali a livello statale, autonomo e locale. Questo sforzo è essenziale per garantire che l’azienda sia sempre conforme alle sue obbligazioni legali. 

7. Implementare un sistema di gestione ambientale (SGA) 

Adottare un sistema conforme alla norma ISO 14001 può essere una strategia efficace per integrare il rispetto normativo nelle operazioni quotidiane dell’impresa. Un SGA ben implementato non solo garantisce la conformità, ma migliora l’efficienza e riduce l’impatto ambientale. 

Identificare la normativa ambientale applicabile è un processo continuo e complesso, in particolare in un contesto normativo come quello spagnolo. L’elevata quantità di normative e l’intensità degli aggiornamenti richiedono un monitoraggio costante dei bollettini ufficiali. Strumenti come EcoGestor Legislazione sono fondamentali per affrontare questa sfida, aiutando le imprese a restare informate e conformi. Seguendo questi passaggi, la tua azienda non solo eviterà sanzioni, ma contribuirà attivamente a una gestione più sostenibile e responsabile delle risorse. 

cos'è ISO 14001

Cos’è la norma ISO 14001 e a cosa serve?

Cos’è la norma ISO 14001 e a cosa serve? 1200 800 Eurofins EcoGestor

Sempre più aziende in Italia riconoscono l’importanza della sostenibilità ambientale come parte integrante della propria strategia. In questo contesto, la norma ISO 14001 rappresenta uno strumento essenziale per strutturare un Sistema di Gestione Ambientale (SGA) conforme agli standard internazionali. Ma di cosa si tratta esattamente e quali vantaggi offre? 

Che cos’è la norma ISO 14001? 

La certificazione ISO 14001 è una norma internazionale che definisce i requisiti per un sistema di gestione ambientale efficace. È progettata per aiutare le organizzazioni a identificare, monitorare e controllare gli impatti ambientali delle proprie attività in un’ottica di miglioramento continuo. 

Questa norma fornisce un quadro strutturato per la gestione dei rischi ambientali, promuovendo la prevenzione dell’inquinamento, il rispetto della normativa vigente e la considerazione delle esigenze sociali ed economiche. 

Aderire allo standard ISO 14001 significa dimostrare un impegno volontario e verificabile verso la tutela dell’ambiente, migliorando allo stesso tempo la reputazione dell’organizzazione agli occhi di clienti, autorità, partner commerciali e comunità locali. 

A cosa serve la certificazione ISO 14001? 

La ISO 14001 si basa sul principio del ciclo PDCA (Plan-Do-CheckActPianificare, Fare, Verificare, Agire), favorendo un approccio sistemico alla gestione ambientale. Tra i benefici più rilevanti per le organizzazioni che decidono di certificarsi: 

  • Impegno per l’ambiente

Ottenere la certificazione ISO 14001 dimostra un’autentica volontà di gestire le tematiche ambientali in modo responsabile, integrandole nella cultura aziendale. Coinvolgere la leadership e tutto il personale nella gestione ambientale facilita il raggiungimento degli obiettivi strategici. 

  • Miglioramento delle performance 

L’adozione di un sistema conforme alla ISO 14001:2015 porta a un uso più razionale delle risorse naturali, riducendo il rischio di incidenti ambientali (come emissioni o sversamenti) e migliorando l’efficienza dei processi produttivi. Questo si traduce in risparmi economici, minori sanzioni e premi assicurativi più vantaggiosi. 

  • Reputazione e vantaggio competitivo 

Una gestione ambientale solida rafforza l’immagine aziendale sia all’esterno (clienti, stakeholder) sia all’interno (dipendenti). La conformità legale documentata e la riduzione dei rischi contribuiscono a costruire fiducia e credibilità, elementi chiave in un mercato sempre più attento alla sostenibilità. 

Normativa ambientale e conformità in Italia 

In Italia, la ISO 14001 si integra con il quadro legislativo ambientale nazionale, che include normative come il D.Lgs. 152/2006 (Testo Unico Ambientale) e le disposizioni regionali. La conoscenza e il rispetto di questi obblighi sono elementi fondamentali per mantenere una certificazione ISO 14001 aggiornata ed efficace. 

Supporto alla certificazione con EcoGestor 

Il software EcoGestor Legislazione di Eurofins fornisce alle aziende italiane una piattaforma digitale per l’identificazione dei requisiti legali ambientali, la gestione dei rischi e il monitoraggio delle attività. Grazie a una struttura modulare e personalizzabile, EcoGestor accompagna le organizzazioni in tutto il ciclo di vita del SGA, garantendo conformità, efficienza e tracciabilità. 

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Rimanere aggiornati sulla normativa ambientale è un dovere per le aziende italiane: ecco come farlo in modo efficace

Rimanere aggiornati sulla normativa ambientale è un dovere per le aziende italiane: ecco come farlo in modo efficace 1200 800 Eurofins EcoGestor

Ogni anno cambiano leggi, regolamenti e obblighi ambientali. Ma quante aziende riescono davvero a tenere il passo? Scopri quali aggiornamenti normativi ambientali recenti non puoi ignorare e come semplificare la gestione legale ambientale nella tua impresa. 

Un panorama normativo in costante evoluzione 

Per chi opera nel settore industriale, produttivo o dei servizi ambientali in Italia, restare al passo con gli aggiornamenti della normativa ambientale non è solo una buona pratica: è un obbligo che può prevenire sanzioni e garantire la sostenibilità delle attività aziendali. 

Negli ultimi anni, il quadro normativo europeo e nazionale ha conosciuto profonde trasformazioni, con nuove disposizioni su rifiuti, emissioni, acque, imballaggi e sostanze pericolose. Gli aggiornamenti arrivano in modo continuo e spesso frammentato, con notevoli difficoltà per le imprese nel raccogliere, interpretare e applicare le informazioni in tempo utile.

Esempi concreti di aggiornamenti normativi ambientali in Italia 

Vediamo alcuni degli aggiornamenti più rilevanti degli ultimi mesi: 

  • Regione Lazio – Determinazione regionale del 09/05/2025, n. G05745. Modifiche alla modulistica edilizia concernenti la segnalazione certificata di inizio attività, il permesso di costruire, la segnalazione certificata di inizio attività alternativa al permesso di costruire e la comunicazione d’inizio lavori asseverata.
  • Regione Lombardia – Decreto dirigenziale regionale del 23/04/2025, n. 5817. Dal 15-10-26 nuovi requisiti emissivi e impiantistici degli impianti termici civili a biomassa > 35 kW.
  • Provincia Autonoma di Bolzano – Delibera della Giunta provinciale del 22/04/2025, n. 274. Nuove e regole e principi per il recupero di materiali da costruzione e demolizione e per la qualità dei materiali edili riciclati.
  • Regione Lazio – Delibera della Giunta regionale del 15/04/2025, n. 230. Modalità operative per l’autorizzazione provvisoria degli scarichi di acque reflue industriali e di acque di prima pioggia in collettori non serviti da impianti di depurazione finali.
  • Regione Veneto – Decreto direttoriale regionale del 20/03/2025, n. 8.  Adozione del modello per la presentazione delle istanze di autorizzazione unica regionale, ai sensi dell’art. 9 del D. Lgs n. 190/2024.

La sfida per le imprese: troppe fonti, poco tempo 

Molte aziende faticano a controllare quotidianamente il sito della Gazzetta Ufficiale, i portali del MASE o dell’ISPRA, senza contare le fonti comunitarie. Inoltre, interpretare correttamente la normativa e calare gli obblighi nel proprio contesto operativo richiede tempo, competenze giuridiche e aggiornamenti costanti. 

EcoGestor Legislazione: la soluzione per le aziende italiane 

Per semplificare il monitoraggio normativo e garantire conformità, EcoGestor Legislazione offre un servizio digitale completo e personalizzato. Si tratta di una piattaforma SaaS sviluppata da esperti ambientali, che:

  • Fornisce aggiornamenti automatici sulla normativa ambientale rilevante per ogni azienda. 
  • Integra una banca dati normativa italiana ed europea costantemente aggiornata. 
  • Offre un servizio di analisi legale personalizzato, con interpretazioni chiare e suggerimenti operativi. 
  • Permette di tenere sotto controllo gli adempimenti ambientali, archiviare documenti e gestire audit. 

Grazie a EcoGestor, oltre 3.000 organizzazioni in Europa si mantengono sempre aggiornate e conformi, riducendo il rischio sanzionatorio e promuovendo una gestione ambientale efficiente e trasparente. 

L’ambiente normativo non aspetta. Dotarsi di uno strumento affidabile come EcoGestor Legislazione è una scelta strategica per ogni impresa che voglia restare competitiva e rispettare la normativa ambientale in continua evoluzione. 

Quali Sono le Leggi che Proteggono l'Ambiente

Quali sono le leggi che proteggono l’ambiente? Un viaggio nel labirinto normativo italiano

Quali sono le leggi che proteggono l’ambiente? Un viaggio nel labirinto normativo italiano 1200 800 Eurofins EcoGestor

Vi siete mai fermati a riflettere su quali forze invisibili lavorano per preservare la bellezza dei paesaggi italiani, la purezza delle nostre acque e la salubrità dell’aria che respiriamo? La risposta si cela in un complesso sistema di norme giuridiche, un vero e proprio labirinto che mira a tutelare il nostro patrimonio naturale. Ma quali sono, nello specifico, queste leggi che proteggono l’ambiente in Italia?

L’Italia e la tutela del suo ecosistema

In un’epoca segnata da sfide ambientali globali, l’Italia gioca un ruolo cruciale nella protezione del suo ricco ecosistema. Dalle maestose Alpi alle coste cristalline della Sicilia, passando per le verdi colline toscane, il nostro territorio è un tesoro di biodiversità che necessita di una protezione costante e rigorosa. Comprendere l’ossatura legale che sorregge questa tutela è fondamentale per aziende, cittadini e istituzioni.

La struttura della normativa ambientale italiana

Il sistema di leggi ambientali in Italia è stratificato e dinamico. Al suo vertice troviamo la Costituzione Italiana, che all’articolo 9 riconosce la tutela del paesaggio e del patrimonio storico e artistico della Nazione. Questo principio fondamentale si traduce in una cascata di leggi, decreti legislativi e regolamenti che disciplinano specifici settori ambientali.

Il Testo Unico Ambientale: il pilastro normativo

A livello nazionale, il Testo Unico Ambientale (D.Lgs. 152/2006) rappresenta la colonna portante della legislazione ambientale italiana. Questo corpo normativo organico raccoglie e coordina le disposizioni in materia di inquinamento atmosferico, idrico e del suolo, gestione dei rifiuti, bonifica dei siti contaminati, valutazione di impatto ambientale e danno ambientale.

Altre leggi fondamentali

Oltre al Testo Unico, numerose altre leggi e decreti intervengono in ambiti specifici. Pensiamo alla normativa sulla protezione delle aree naturali protette e della biodiversità (Legge Quadro sulle aree protette 394/1991 e successive modifiche), alle leggi per la riduzione delle emissioni in atmosfera, alle normative sulla gestione delle risorse idriche (come il Decreto Legislativo 152/1999 e successive modifiche), e alle disposizioni per la prevenzione e il controllo dei rischi di incidenti rilevanti (il cosiddetto Decreto Seveso III, D.Lgs. 105/2015).

L’influenza del diritto europeo

Il quadro normativo italiano è inoltre strettamente intrecciato con le direttive e i regolamenti emanati dall’Unione Europea. L’Italia, in quanto Stato membro, è tenuta a recepire e attuare la legislazione ambientale europea, che spesso detta standard minimi di protezione ambientale e fissa obiettivi comuni per gli Stati membri.

Le leggi proteggono l’ambiente, e orientarsi in questa selva di norme può apparire complesso. Per rimanere aggiornati e garantire la conformità alle sempre nuove disposizioni, è fondamentale disporre di strumenti efficaci e affidabili.

EcoGestor Legislazione: la soluzione digitale per la compliance ambientale

La piattaforma EcoGestor Legislazione rappresenta la soluzione ideale per chi desidera navigare con sicurezza nel panorama normativo ambientale italiano ed europeo. Questo servizio completo e personalizzato offre un accesso semplice e intuitivo a tutte le leggi e i regolamenti pertinenti, fornendo riassunti chiari e strumenti pratici per adempiere agli obblighi di legge e proteggere l’ambiente.

Eurofins Environment Testing Italy è il partner ideale per le aziende che desiderano garantire la propria conformità ambientale e operare in modo sostenibile nel rispetto della legislazione italiana ed europea.

Esplora EcoGestor Legislazione e scopri come semplificare la gestione della normativa ambientale per la tua azienda.