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proposta regolamento microplastiche

L’Europa propone un regolamento per ridurre l’inquinamento da microplastiche

L’Europa propone un regolamento per ridurre l’inquinamento da microplastiche 1200 800 Eurofins EcoGestor

Il Regolamento (UE) 2025/2365 del Parlamento Europeo e del Consiglio, del 12 novembre 2025, è già una realtà. Pubblicato nella Gazzetta ufficiale del”Unione europea il 26 novembre 2025, questo novo quadro normativo stabilisce per la prima volta obblighi vincolanti in tutta l’UE per prevenire la dispersione di granuli di plastica, una delle principali fonti di inquinamento da microplastiche nell’ambiente.

La norma, applicabile direttamnte in tutti gli Stati membri, ha l’obiettivo di avanzare verso una “perdita zero di granuli” lungo l’intera catena di fornitura, dalla produzione e dal riciclo al transporto e eallo stoccaggio.

Perché era necessario questo Reglamento? 

Secondo i dati della Comisionne Europea, la perdita di granuli, di plastica rappresenta la terza maggiore, fonte di rilascio involontario di microplastihe, con impatti significativi su suoli, fiumi, ecosistemi marini e biodiversità. Una volta rilasciate, queste particelle sono practicamente impossibili da recuperare e possono persistere nell’ambiente per decenni.

Con questo Regolamento, l’UE rafforza la sua Strategia “Inquinamento Zero” e compie un passo decisivo nella prevenzione alla fonte, integrando altre iniziative europe in materia di ecoomia circolare e tutela ambientale. 

Ambito di applicazione

Il Regolamento (UE) 2025/2365 si applica a: 

  • Operatori economici che abbiano manipolato 5 tonellate e più di granuli di plastica nell’anno solare precedente (produttori, transformatori, riciclatori, depositi, ecc).
  • Impianti di pulizia di contenitori e cisterne di granuli. 
  • Trasportatori, sia dell’UE che di paesi terzi, che operano nel territorio europeo.
  • Spedizionieri e operatori marittimi, relativamente al transporto di granuli in container da o verso porti dell’UE (con calendario specifico).

Principali obblighi introdutti

Tra i requisiti più rilevanti del Regolamento spiccano: 

  • Prevenzione, contenimento e pulizia immediata di qualsiasi perdita di granuli.
  • Notifica e registrazione delle installazioni e della attività presso l’autorità competente.
  • Piani di gestione del rischio, conformi all’Allegato I, che includano valutazione dei rischi, misure tecniche e procedure operative.
  • Formazione specifica del personale coinvolto nella manipolazione e nel trasporto.
  • Registro annuale della quantità manipolate e delle perdite stimate, rafforzando la tracciabilità.
  • Obblighi specifici per il trasporto marittimo, inclusi requisiti di imballaggio, stivaggio e comunicazione del carico.

Certificazione e dimensione dell’impresa 

Il Regolamento introduce un sistema di certificazione da parte di organismi accreditati per attestare la conformità:

Impianti che manipolano più di 1.500 tonnellate/anno

  • Grandi imprese: certificazione entro il 17 dicembre 2027 (rinnovo ogni 3 anni).
  • Medie imprese: entro il 17 dicembre 2028 (rinnovo ogni 4 anni).
  • Piccole imprese: entro il 1 dicembre 2030 (validità di 5 anni). 

Le imprese di dimensioni minori protanno ricorrere a dichiarazioni di responsablità, sebbene sia incoraggiata la certificazione volontaria.

Entrata in vogre e applicazione

Il Regolamento è entrato in vigore il 16 dicembre 2025 ed è applicabile a partire dal 17 dicembre 2027, con eccezioni per alcuni articoli che si applicano già dal 16 dicembre 2025 — come l’obbligo di prevenire le perdite e, in casi di dispersione, adottare misure immediate di contenimento e pulizia secondo pratiche ambientale sostenibili. Per il trasporto marittimo, l’applicazione decorre dal 17 dicembre 2028.

Questo periodo transitorio è fondamentale affinché le imprese interessate possano vautare il proprio livello di conformità e pianificare le misure necessarie.

Come può aiutare EcoGestor? 

L’entrata in vigore del Regolamento (UE) 2025/2365 rappresenta una sfida tecnica e organizzativa significativa per molte aziende. Contare su una consulenza specializzata permette di:

  • Identificare se l’attività è soggetta al Regolamento.
  • Elaborare e aggiornare piani di gestione del rischio.
  • Implementare sistemi di controllo, registrazione e formazione.
  • Preparare l’organizzazione per future certificazioni e ispezioni.

Da EcoGestor, accompagnamo la aziende nell’adeguamento a questa nuova normativa, facilitando la conformità legale e contribuendo a ridurre in modo concreto l’inquinamento da microplastiche.

conformità legale iso 14001

EcoGestor Legislazione, il supporto fondamentale per la conformità legale alla nuova norma ISO 14001

EcoGestor Legislazione, il supporto fondamentale per la conformità legale alla nuova norma ISO 14001 1200 800 Eurofins EcoGestor

La gestione della conformità legale torna ad essere al centro dei sistemi di gestione ambientale. Con l’evoluzione della norma ISO 14001 e il processo di revisione attualmente in corso, il controllo dei requisiti legali smette di essere un elemento documentale per diventare un fattore critico delle prestazioni ambientali e della credibilità del sistema di gestione.

Il nuovo orientamento della norma rafforza un approccio più preventivo, basato sui rischi, sul contesto e sul miglioramento continuo, che richiede alle organizzazioni strumenti che vadano oltre il semplice elenco normativo e consentano di dimostrare il controllo, il monitoraggio e l’aggiornamento permanente.

In questo scenario, EcoGestor Legislación si consolida come supporto fondamentale per affrontare le nuove sfide della norma ISO 14001, aiutando le organizzazioni non solo a ottenere la certificazione, ma anche a mantenere nel tempo un sistema di gestione ambientale solido, affidabile e in linea con l’evoluzione della norma.

ISO 14001 in evoluzione: la conformità legale come asse portante delle prestazioni ambientali

La norma ISO 14001, riferimento internazionale nei sistemi di gestione ambientale, richiede alle organizzazioni di identificare, valutare e rispettare in modo continuativo la legislazione ambientale applicabile e altri requisiti assunti volontariamente.

La nuova revisione della norma rafforza in particolare:

  • La comprensione del contesto legale e normativo dell’organizzazione e la sua integrazione nella strategia.
  • Il ruolo della conformità legale come elemento chiave nella valutazione dei rischi e delle opportunità.
  • Il monitoraggio sistematico del grado di conformità, con maggiore enfasi sulle prove oggettive.
  • Il rapporto diretto tra conformità legale, prestazioni ambientali e miglioramento continuo del SGA.

Questo approccio consolida la conformità legale come base su cui costruire un sistema ambientale efficace, verificabile e sostenibile nel tempo.

EcoGestor Legislazione: pronto per la nuova norma ISO 14001

Per rispondere ai cambiamenti introdotti dalla nuova norma ISO 14001 , EcoGestor Legislación evolve la sua soluzione digitale per la gestione normativa, rafforzando quelle funzionalità più in linea con i nuovi requisiti della norma.

Implementato in Spagna, Portogallo, Italia, Cile e Perù, EcoGestor Legislación consente alle organizzazioni:

  • Identificare con precisione la legislazione ambientale applicabile in base all’attività, all’ubicazione e al contesto.
  • Disporre di normative analizzate, interpretate e trasformate in obblighi concreti.
  • Mantenere un controllo continuo e documentato delle modifiche legislative.
  • Fornire prove chiare e tracciabili nelle verifiche ISO 14001.

Il valore aggiunto della soluzione risiede nel suo team di consulenti specializzati, che traduce la complessità legislativa in informazioni chiare, aggiornate e direttamente allineate con i criteri di audit della norma.

Novità ed evoluzione di EcoGestor Legislazione (2025–2026)

In linea con l’evoluzione della norma ISO 14001, EcoGestor Legislación incorpora miglioramenti volti a rafforzare il controllo della conformità legale:

  • Maggiore attenzione al monitoraggio della conformità e al suo stato, non solo all’identificazione normativa.
  • Rafforzamento della tracciabilità degli obblighi legali, facilitando la dimostrazione della conformità.
  • Avvisi più precisi su modifiche legislative critiche e scadenze rilevanti.
  • Miglioramento dell’integrazione della conformità legale con il ciclo PDCA dell’SGA.
  • Evoluzione continua della piattaforma per facilitare le transizioni normative e gli audit di aggiornamento.

Vantaggi chiave di EcoGestor Legislazione per la norma ISO 14001

1. Gestione centralizzata e tracciabile:

Tutte le normative applicabili vengono gestite da un unico ambiente digitale, facilitando la tracciabilità richiesta dalla nuova norma ISO 14001 e semplificando gli audit interni ed esterni.

2. Approccio pratico alla conformità:

Gli obblighi legali sono presentati in modo strutturato, valutabile e direttamente integrabile nel sistema di gestione ambientale.

3. Risparmio di tempo e riduzione dei rischi:

L’esternalizzazione dell’analisi legale consente ai team di concentrarsi sul miglioramento delle prestazioni ambientali, riducendo al minimo i rischi derivanti da normative obsolete o interpretate in modo errato.

4. Monitoraggio continuo in linea con il PDCA

Il controllo del grado di conformità e gli avvisi automatici sono in linea con il ciclo di miglioramento continuo richiesto dalla norma.

5. Integrazione con altri sistemi di gestione

Consente una gestione integrata con ISO 45001, ISO 50001, ISO 9001 o ISO 27001, fondamentale nei sistemi integrati e nelle organizzazioni multisito.

Conformità legale: la base del SGA nella nuova norma ISO 14001

L’esperienza dimostra che non può esistere un sistema di gestione ambientale efficace senza un controllo solido, aggiornato e dimostrabile della conformità legale. La nuova norma ISO 14001 rafforza questa idea e innalza il livello di esigenza.

In questo contesto, EcoGestor Legislación si posiziona come un supporto tecnico essenziale per accompagnare le organizzazioni nell’adeguamento alla nuova norma, aiutandole ad anticipare i cambiamenti normativi e a mantenere un sistema di gestione ambientale in linea con le migliori pratiche internazionali.

EcoGestor ottimizza la consegna dei DPI e il relativo controllo documentale per garantire la conformità alle norme in materia di prevenzione e protezione sul lavoro.

EcoGestor ottimizza la consegna dei DPI e il relativo controllo documentale per garantire la conformità alle norme in materia di prevenzione e protezione sul lavoro. 1200 800 Eurofins EcoGestor

La fornitura di DPI (Dispositivi di Protezione Individuale) è un obbligo legale fondamentale per tutte le aziende i cui lavoratori sono esposti a rischi sul lavoro. Tuttavia, non è sufficiente fornire i dispositivi adeguati: la normativa richiede anche di documentarne correttamente la consegna, l’uso e il monitoraggio. Per rispondere a questa esigenza, EcoGestor mette a disposizione delle aziende un sistema integrato di gestione e controllo della consegna dei DPI, garantendo tracciabilità, conformità normativa ed efficienza operativa.

La fornitura di DPI come pilastro della prevenzione dei rischi sul lavoro

Secondo la normativa vigente in materia di prevenzione dei rischi sul lavoro, le aziende devono fornire gratuitamente ai lavoratori i DPI adeguati, garantirne il corretto utilizzo ed essere in grado di dimostrare documentalmente tale fornitura. L’assenza di registrazioni affidabili può comportare sanzioni amministrative, responsabilità legali e rischi per la sicurezza dei dipendenti.

EcoGestor consente di gestire in modo centralizzato l’intero processo di consegna dei DPI, garantendo che ogni lavoratore disponga dell’attrezzatura necessaria e che l’azienda disponga di prove chiare e accessibili in caso di ispezioni sul lavoro o audit.

Controllo e tracciabilità completa della consegna dei DPI

Il modulo facilita:

  • Registrazione personalizzata della consegna dei DPI per ciascun lavoratore
  • Identificazione del tipo di DPI, data di consegna e responsabile
  • Cronologia delle consegne, delle sostituzioni e delle riforniture
  • Collegamento dei DPI ai rischi del posto di lavoro

Grazie a questo controllo approfondito, le aziende possono dimostrare in modo semplice e rapido il rispetto dei propri obblighi in materia di fornitura di DPI e protezione dei lavoratori.

Prove digitali in caso di ispezioni e audit

Una delle principali sfide nella gestione della prevenzione dei rischi professionali è disporre di prove documentali aggiornate. EcoGestor digitalizza il registro delle consegne dei DPI, eliminando i documenti cartacei e riducendo gli errori o la perdita di informazioni.

La piattaforma consente di generare rapporti ed elenchi in tempo reale, facilitando la risposta in caso di:

  • Ispezioni sul lavoro
  • Audit interni ed esterni
  • Certificazioni dei sistemi di gestione

Questo approccio garantisce sicurezza giuridica e tranquillità alle organizzazioni, assicurando che la consegna dei DPI sia correttamente documentata e controllata.

Integrazione della fornitura di DPI nella gestione preventiva globale

La consegna dei DPI non è un processo isolato. EcoGestor integra questo controllo all’interno di una gestione preventiva globale, consentendo di collegare le attrezzature consegnate con:

  • Valutazioni dei rischi
  • Procedure di lavoro sicuro
  • Formazione in materia di prevenzione e protezione sul lavoro
  • Sorveglianza della salute

De este modo, la entrega de EPIs se convierte en una herramienta activa de prevención, alineada con la estrategia de seguridad y salud laboral de la empresa. 

Impegno per la sicurezza e la conformità normativa

Con questa soluzione, EcoGestor ribadisce il proprio impegno nei confronti della sicurezza dei lavoratori e della conformità legale in materia di prevenzione e protezione sul lavoro, offrendo alle aziende uno strumento efficace per gestire la consegna dei DPI in modo ordinato, tracciabile e conforme alla normativa vigente.

Una corretta gestione della fornitura dei DPI non solo protegge i lavoratori, ma rafforza anche la responsabilità e l’immagine delle organizzazioni impegnate nella prevenzione dei rischi sul lavoro.

Controllo degli accessi non presidiato: quando la Gestione degli appalti decide chi può entrare

Controllo degli accessi non presidiato: quando la Gestione degli appalti decide chi può entrare 1200 800 Eurofins EcoGestor

La Gestione degli appalti (GdA) è uno dei pilastri fondamentali della Salute e Sicurezza sul Lavoro nei siti in cui operano più aziende contemporaneamente. Tuttavia, per anni è esistito un divario critico tra la gestione della documentezione e il controllo effectivo degli accessi al luego di lavoro. Oggi, la digitalizzazione permette finalmente di colmare questo gap.

Il controllo degli accessi non presidiato con la GdA si afferna come una soluzione efficace per garantire che possano entrare nel sito exclusivamente gli appalti e subappali che hanno soddisfatto correttamente tutti i requisiti documentali, formativi e preventivi richiesti.

Del documento all’accesso fisico: la grande sfida della GdA

Molte organizzazioni gesticono correttamente la GdA dal punto di vista documentale:

  • Richiedono la documentazione obbligatoria prevista della normativa.
  • Verificano, approvano o rifiutano tale documentazione attraverso la piattaforma di gestione documentale.

Ma, nella pratica, l’accesso al sito non sempre è realmente subordinato a questo controllo preliminare sopratutto nei casi in cui:

  • Siti senza personale di reception.
  • Accessi fuori all’orario di lavoro.
  • Impianti industriali con molteplici punti di ingresso.
  • Centri logistici, energetici o di servizi essenziali.

Il risultato è un rischio evidente: persone che accedono al sito senza avere la GdA validata.

Controllo degli accessi non presidiato: sicurezza preventiva senza intervento umano

Il controllo degli accessi non presidiato consente di gestire l’ingreso al sito senza la presenza continua di personale, grazie a una tecnologia pienamente integrata con la GdA.

Mediante sistemi come:

  • Lettura delle targhe.
  • Carte, codici QR o identificatori digitali.
  • Integrazione con tornelli, barriere o porte automatiche.

L’accesso viene consentito solo se l’appalto e il lavoratore hanno soddisfatto in anticipo tutti i requisiti di GdA definiti dall’organizzazione: niente eccezioni manuali, interpretazioni soggettive o ingressi “provisori”.

Quando la GdA diventa un requisito di accesso

Il grande vantaggio del controllo degli accesi integrato con la GdA è evidente: la validazione documentale smette di essere un semplice adempimento e diventa una vera propria condizione di accesso.

Il sistema verifica automaticamente, in tempo reale, che:

  • L’ appalto è registrato e validato.
  • Il lavoratore dispone di tutta la documentazione in vigore.
  • Non esistono scandeze o respingimenti attivi.
  • L’attività è autorizzata per quel sito e per il periodo previsto.

Se qualcosa non è conforme, l’accesso viene blocato automaticamente.

Benefici chiave per l’azienda titolare del sito

Accedono solo appalti correttamente validati

Il rischio di accessi indebiti si riduce praticamente a zero.

Conformità legale dimostrabile

In caso di ispezione o indagine, l’organizzazione può dimostrare che:

  • La GdA viene gestita correttamente.
  • L’accesso è subordinato al rispetto dei requisiti di prevenzione.
  • Non esistono accessi senze validazione.

Risparmio di tempo e risorse

Il sistema funziona in modo automatico, senza la necessità di personale dedicato al controllo continuo.

Tracciabilità totale degli accessi

Ogni entrata e uscita viene registrata e associata alla relativa GdA.

Un passo avanti nella maturità della GdA

Il controllo degli accessi non presidiato rapprasenta un salto qualitativo nella maturità della GdA. La coordinazione non rimane solo sulla carta, ma si applica nella gestione operativa quotidiana del sito, sopraputto in settori come:

  • Industria.
  • Energia.
  • Logistica.
  • Infrastrutture.
  • Servizi essenziali.
  • Siti con accesso 24/7.

Questa soluzione garatisce coerenza tra ciò che l’azienda richiede e ciò che effettivamente consente.

Digitalizzare la sicurezza senza rallentare le operazioni

Lungi dal complicare la gestione, questi, sistemi permettono di velocizzare gli accessi, ridurre le code ed evitare conflitti nei punti di ingresso, mantenendo la sicurezza preventiva come priorità.

Il controllo degli accessi non presidiato dimostra che è possibile combinare efficienza operativa, conformità normativa e sicurezza preventiva, allineando la GdA con la realtà fisica del luego di lavoro.

Il controlo degli accessi non presidiato con la Gestione degli Appalti garantisce che possano accedere al sito solo gli appalti e i lavoratori che hanno soddisfatto corettamente tutti i requisiti previsti dalla GdA.

Questa soluzione elimina gli accessi indebiti, rafforza la conformità normativa, migliora la sicurezza preventiva e garantisce una tracciabilità completa, soprattuto nei siti senza vigilanza permanente o con flussi si accesso continui.

La GdA smette di essere un semplice adempimento amministrativo per diventare una condizione reale e verificable di accesso al luego di lavoro.

Directiva reparación de bienes

La direttiva europea che promuove la riparazione dei beni: nuovi obblighi informativi all’orizzonte

La direttiva europea che promuove la riparazione dei beni: nuovi obblighi informativi all’orizzonte 1200 800 Eurofins EcoGestor

L’economia circolare continua a progredire all’interno dell’Unione Europea, avanzando con decisione e incidendo direttamente su produttori, riparatori e consumatori. Una nuova direttiva comunitaria introduce cambiamenti significativi nel modo di fornire informazioni sulla riparazione dei beni, stabilendo scadenze precise e obblighi concreti che è importante conoscere in anticipo. In vista del 2026, rimanere aggiornati sarà essenziale per evitare qualsiasi rischio di non conformità.

Un contesto europeo orientato alla riparazione e alla sostenibilità

La Direttiva (UE) 2024/1799 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 giugno 2024, stabilisce norme comuni per promuovere la riparazione dei beni, in linea con gli obiettivi europei di riduzione dei rifiuti, uso efficiente delle risorse e aumento della durata di vita dei prodotti.

La direttiva modifica il regolamento (UE) 2017/2394 e le direttive (UE) 2019/771 e (UE) 2020/1828, rafforzando il ruolo dell’informazione al consumatore come elemento centrale per favorire decisioni di acquisto e di riparazione più sostenibili. Il termine massimo per il recepimento è fissato al 31 luglio 2026, lasciando agli Stati membri e agli operatori economici un margine di tempo limitato per adeguarsi.

Obblighi informativi per i riparatori: chiarezza e transparenza

Uno dei pilastri della direttiva sulla riparazione dei beni riguarda gli obblighi informativi dei riparatori, che devono fornire al consumatore il Modulo Europeo di Informazioni sulla Riparazione. Una volta recepita la normativa, saranno tenuti a:

  • Specificare in modo chiaro e comprensibile le condizioni della riparazione.
  • Fornire il modulo gratuitamente, su un supporto durevole e prima della formalizzazione del contratto.
  • Informare preventivamente sui costi del servizio di diagnosi, qualora sia necessario.
  • Mantenere immutate le condizioni di riparazione per un periodo di 30 giorni di calendario.

Questi requisiti mirano a rafforzare la fiducia dei consumatori e a facilitare confronti oggettivi tra le diverse opzioni di riparazione.

Nuovi obblighi informativi per produttori e importatori

La direttiva (UE) 2024/1799 introduce inoltre obblighi specifici per i produttori dei beni elencati nell’allegato II — come lavatrici domestiche, apparecchi di refrigerazione, schermi elettronici, attrezzature per saldatura, aspirapolvere, server e dispositivi di archiviazione dati, telefoni mobili o cordless, tra gli altri — così come per i rappresentanti autorizzati e gli importatori. Tra i principali obblighi informativi si evidenziano:

  • Riparare i beni quando esistano requisiti di riparabilità stabiliti dall’UE, in modo gratuito o a un prezzo ragionevole e entro un termine adeguato.
  • Pubblicare su un sito web ad accesso libero informazioni sui prezzi indicativi delle riparazioni più comuni.
  • Non utilizzare clausole contrattuali né soluzioni tecniche (hardware o software) che impediscano la riparazione.
  • Non ostacolare l’uso, da parte dei riparatori indipendenti, di ricambi originali, compatibili, di seconda mano o prodotti tramite stampa 3D.
  • Non rifiutare una riparazione sostenendo che il bene sia stato precedentemente riparato da un’altra persona.

Inoltre, i produttori che commercializzano ricambi e strumenti dovranno metterli a disposizione a un prezzo ragionevole, che non scoraggi la riparazione.

Informazioni al consumatore dopo la riparazione e ampliamento della responsabilità

Per i beni venduti dopo il 31 luglio 2026, la direttiva introduce un ulteriore obbligo di carattere informativo:

  • Quando si effettua una riparazione per ripristinare la conformità del bene, il produttore dovrà estendere di 12 mesi il periodo di responsabilità, applicabile una sola volta.
  • Sarà obbligatorio informare il consumatore del suo diritto di scegliere tra riparazione o sostituzione, nonché della possibile estensione del periodo di responsabilità.

Rimanere aggiornati sulla normtavia ambientale e sui applicabili ai prodotti

La complessità e il volume delle nuove obbligazioni normative rendono indispensabile disporre di strumenti che facilitino il monitoraggio legislativo. Soluzioni come Ecogestor Legislazione, di Eurofins Environment Testing Spain, permettono alle organizzazioni di rimanere sempre aggiornate sui cambiamenti regolatori più rilevanti, valutarne l’applicabilità e anticipare in modo strutturato le azioni necessarie per garantire la conformità.

Il ruolo di Eurofins nel supporto normativo

Dalla Business Unit di Consulenza e Conformità Normativa di Eurofins Environment Testing Spain, offriamo supporto a imprese e organizzazioni nell’interpretazione, nel monitoraggio e nell’adattamento alla normativa europea e nazionale, aiutandole a integrare questi nuovi obblighi informativi all’interno dei loro sistemi di gestione e dei processi di conformità legale.

Scopri come rimanere aggiornato sulla normativa europea relativa alla riparazione dei beni con EcoGestor Legislazione di Eurofins Environment Testing Spain.

direttiva greenwashing

Nuova direttiva (UE) 2024/825 e l’approccio contro il greenwashing: che cos’è e quali implicazioni avrà per le aziende?

Nuova direttiva (UE) 2024/825 e l’approccio contro il greenwashing: che cos’è e quali implicazioni avrà per le aziende? 1200 800 Eurofins EcoGestor

La direttiva (UE) 2024/825 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 28 febbraio 2024, è stata approvata con un obiettivo ambizioso e strategico: responsabilizzare i consumatori nella transizione ecologica attraverso una migliore protezione dalle pratiche commerciali sleali e informazioni più chiare e affidabili sulle caratteristiche ambientali e sociali dei beni e dei servizi.

Questo nuovo quadro europeo, in sostanza, rafforza la lotta contro il cosiddetto greenwashing —pratiche di marketing in cui le aziende forniscono informazioni ambigue, esagerate o false sui benefici ambientali per attirare la clientela— e amplia gli obblighi di trasparenza e veridicità nelle comunicazioni commerciali.

In cosa consiste la direttiva?

La direttiva modifica principalmente due norme fondamentali del diritto dell’Unione:

  • la direttiva 2005/29/CE sulle pratiche commerciali sleali e
  • la direttiva 2011/83/UE sui diritti dei consumatori.

Il suo approccio è duplice:

  1. Protezione contro pratiche ingannevoli che rendono difficile per il consumatore prendere decisioni di acquisto responsabili dal punto di vista ambientale, quali:
    • Affermazioni ambientali o sociali ingannevoli sui prodotti (ad esempio, “eco-friendly” senza alcun supporto oggettivo).
    • Informazioni poco chiare o difficili da verificare su caratteristiche quali riparabilità, durata o riciclabilità.
    • Confronto ambiguo tra prodotti che può indurre in errore.
  2. Miglioramento delle informazioni precontrattuali che le imprese devono fornire prima dell’acquisto, in particolare per quanto riguarda:
    • la disponibilità di opzioni di consegna più sostenibili,
    • informazioni sui servizi di riparazione e assistenza post-vendita,
    • dettagli sulle garanzie di durata o sulle condizioni di aggiornamento del software per i beni digitali.

Nel complesso, queste misure mirano a consentire ai consumatori di confrontare e scegliere i prodotti in modo più consapevole e sostenibile e alle aziende di competere sulla base di fatti concreti, e non di affermazioni ambigue, in materia di sostenibilità.

Che cos’è il greenwashing e come lo combatte questa direttiva?

Il greenwashing si riferisce a pratiche di marketing in cui un’azienda presenta i propri prodotti o servizi come più ecologici di quanto non siano in realtà o utilizza termini vaghi senza alcun supporto verificabile. La direttiva agisce su due fronti:

  • Amplia le pratiche considerate sleali quando inducono in errore sui benefici ambientali.
  • Esige che le dichiarazioni ambientali siano sostenute da impegni chiari, oggettivi, verificabili pubblicamente e accompagnati da piani di attuazione con risorse assegnate.

Ciò significa che un’azienda non potrà semplicemente affermare che un prodotto è “ecologico” o “neutrale” senza fornire prove verificabili e accessibili su come si è giunti a tale conclusione.

Scadenze importanti per le imprese nell’UE

  • Termine di recepimento:

Gli Stati membri dovranno recepire il contenuto della direttiva nella loro legislazione nazionale entro il 27 marzo 2026.

Nel caso della Spagna, questo processo è già iniziato con l’elaborazione del progetto di legge sul consumo sostenibile, che servirà come strumento normativo per adeguare l’ordinamento giuridico spagnolo alle nuove esigenze europee in materia di informazione ambientale, lotta al greenwashing e protezione dei consumatori.

  • Applicazione efficace:

Le norme potranno essere applicate a partire dal 27 settembre 2026, data a partire dalla quale potranno essere imposte sanzioni o esclusioni dai contratti per inadempimento degli obblighi derivanti dalla direttiva.

Questo calendario è fondamentale affinché le aziende possano prepararsi in anticipo e adeguare i propri processi di comunicazione, etichettatura e gestione delle informazioni ambientali.

Quali saranno gli obblighi delle aziende?

Le imprese che operano nel mercato dell’UE dovranno:

  • Garantire che ogni dichiarazione ambientale o sociale sia chiara, verificabile e affidabile.
  • Evitare affermazioni ambigue o prive di fondamento che possano indurre in errore i consumatori (greenwashing).
  • Fornire informazioni dettagliate e accessibili sulle caratteristiche rilevanti del prodotto o servizio, compresi gli aspetti di circolarità e sostenibilità, prima dell’acquisto.
  • Facilitare confronti oggettivi tra prodotti quando sono inclusi dati ambientali.
  • Includere informazioni relative a riparazioni, durata, disponibilità dei ricambi e servizi post-vendita, ove applicabile.

Inoltre, i commercianti possono essere tenuti a verificare determinate affermazioni tramite esperti terzi indipendenti, in particolare quando si fa riferimento a obiettivi o traguardi specifici in materia di sostenibilità.  

Conclusione

La direttiva (UE) 2024/825 rappresenta un passo importante dell’Unione Europea nella lotta al greenwashing e nel rafforzamento dei diritti dei consumatori nella transizione verso modelli di consumo più sostenibili.

Per le aziende, ciò comporta un aumento degli obblighi in materia di trasparenza, verifica e presentazione di informazioni ambientali e sociali, con un impatto diretto sulle strategie di comunicazione, marketing e conformità normativa.

La tua azienda è pronta a conformarsi alla Direttiva (UE) 2024/825 ed evitare sanzioni per greenwashing? Contattaci per una consulenza esperta.

Legge sul Consumo Sostenibile

Legge sul Consumo Sostenibile in Spagna: cosa cambia per le aziende italiane che vendono nel mercato spagnolo

Legge sul Consumo Sostenibile in Spagna: cosa cambia per le aziende italiane che vendono nel mercato spagnolo 1200 800 Eurofins EcoGestor

Il mercato spagnolo sta vivendo una trasformazione profonda nel modo in cui si produce, si comunica e si consuma. Con la proposta della Legge sul Consumo Sostenibile (Ley de Consumo Sostenible), la Spagna intende rafforzare la protezione dei consumatori e promuovere modelli di business più trasparenti e duraturi. Per le aziende italiane che vendono prodotti in Spagna, la nuova normativa comporterà obblighi aggiuntivi in materia di etichettatura, garanzie, pubblicità e sostenibilità ambientale. Ecco tutto ciò che è importante sapere.

Il contesto della riforma

Il modello attuale di consumo, basato su “comprare, usare e gettare”, non è più sostenibile né per l’ambiente né per la fiducia dei consumatori. L’Anteproyecto de Ley de Consumo Sostenible, pubblicato dal Ministero dei Diritti Sociali, Consumo e Agenda 2030 (dsca.gob.es), mira a integrare nel diritto spagnolo due direttive europee chiave:

  • la Direttiva (UE) 2024/1799, sul diritto alla riparazione dei beni,
  • e la Direttiva (UE) 2024/825, sulla trasparenza delle informazioni fornite ai consumatori durante la transizione ecologica.

L’obiettivo è duplice: proteggere le persone consumatrici e rendere le imprese più responsabili dal punto di vista ambientale.

Principali novità per chi commercializza in Spagna

  • Etichetta di durabilità obbligatoria: i prodotti con una garanzia commerciale superiore a due anni dovranno indicarlo chiaramente.
  • Obbligo di fornire informazioni sulla riparabilità e disponibilità dei pezzi di ricambio, anche dopo il termine della produzione del bene.
  • Limitazione delle dichiarazioni ambientali ingannevoli: termini come “eco”, “biodegradabile” o “sostenibile” dovranno essere tecnicamente dimostrabili.
  • Divieto di pubblicità per prodotti inquinanti: saranno vietate le campagne che promuovono l’uso di combustibili fossili, voli brevi o veicoli altamente inquinanti.
  • Rafforzamento delle sanzioni commerciali: le affermazioni ambientali prive di basi verificabili saranno considerate pratiche commerciali sleali.

Impatti per le aziende italiane

Per chi esporta o distribuisce prodotti in Spagna, la legge comporta nuove responsabilità:

  • Revisione delle garanzie e dei servizi post-vendita: le imprese dovranno assicurare la disponibilità di assistenza tecnica e ricambi in territorio spagnolo.
  • Adeguamento dell’etichettatura: tutte le informazioni obbligatorie (durabilità, riparabilità, garanzia, sostenibilità) dovranno essere comunicate in lingua spagnola.
  • Controllo delle dichiarazioni ambientali: sarà necessario validare con dati tecnici ogni messaggio ambientale presente sul prodotto o sul materiale promozionale.
  • Pubblicità conforme alla nuova legge: sarà vietato qualsiasi messaggio che possa trarre in inganno il consumatore sulla durabilità o sull’impatto ambientale dei beni.
  • Monitoraggio normativo continuo: poiché la legge è ancora in fase di approvazione, è consigliabile seguire da vicino la sua evoluzione e predisporre piani di conformità graduali.

Cosa aspettarsi nei prossimi mesi

Il progetto di legge è attualmente in fase di consultazione pubblica e si prevede che alcune disposizioni entrino in vigore entro la fine del 2026. Le imprese che operano nel mercato spagnolo avranno quindi un periodo transitorio per adeguare i propri processi produttivi, la documentazione tecnica e la comunicazione commerciale.

EcoGestor Legislazione

La Legge sul Consumo Sostenibile rappresenta un passo decisivo verso un mercato più trasparente e circolare. Per le aziende italiane che vendono in Spagna, si tratta di un cambiamento che richiede attenzione, pianificazione e monitoraggio costante delle normative in evoluzione.

Il modo più efficace per restare aggiornati su questa e altre novità legislative è attraverso EcoGestor Legislazione, il servizio che permette di conoscere in tempo reale le ultime leggi approvate e i progetti normativi in corso in Spagna.

qualificazione dei tecnici manutentori antincendio

Prorogata al 25 settembre 2026 la qualificazione dei tecnici manutentori antincendio

Prorogata al 25 settembre 2026 la qualificazione dei tecnici manutentori antincendio 1200 800 Eurofins EcoGestor

Un importante aggiornamento normativo riguarda il settore della sicurezza antincendio in Italia. Con il Decreto del 15 luglio 2025, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 190 del 18 agosto 2025, il Ministero dell’Interno ha modificato il Decreto Ministeriale del 1º settembre 2021, noto come Decreto Controlli.

È stata inoltre prorogata la scadenza per l’entrata in vigore dell’obbligo di qualificazione dei tecnici manutentori antincendio fino al 25 settembre 2026.

La proroga della qualificazione dei tecnici manutentori antincendio: un passo necessario

Il provvedimento, emanato ai sensi dell’articolo 46, comma 3, lettera a), punto 3, del Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81, stabilisce i criteri generali per il controllo e la manutenzione di impianti, attrezzature e altri sistemi di sicurezza antincendio. In questo contesto, la proroga concessa consente di rimandare di un anno l’obbligo di possedere la specifica qualifica per operare come tecnico manutentore antincendio. Di conseguenza, gli operatori del settore potranno continuare le proprie attività senza interruzioni, mentre si proseguono i percorsi di adeguamento previsti dalla normativa.

Continuità operativa e adeguamento del settore antincendio

La proroga consente una transizione ordinata, dando tempo a imprese e professionisti per completare la formazione e garantendo continuità operativa nella manutenzione antincendio, essenziale per la sicurezza sul lavoro.

Verso una qualificazione professionale strutturata e omogenea

Il Ministero dell’Interno sottolinea che la proroga non implica un abbassamento degli standard di sicurezza. Al contrario, è un’opportunità per favorire un sistema di qualificazione più strutturato e uniforme a livello nazionale, che valorizzi la professionalità dei tecnici manutentori antincendio e migliori la qualità complessiva dei servizi nel settore.

In attesa delle norme definitive, la proroga è un passo avanti per tutelare la sicurezza nei luoghi di lavoro e proteggere persone e beni dai rischi di incendio.

requisiti legali

Sai cosa sono i requisiti legali e come garantirne il rispetto?

Sai cosa sono i requisiti legali e come garantirne il rispetto? 1200 800 Eurofins EcoGestor

In un contesto aziendale sempre più regolamentato, rispettare i requisiti legali non è più un’opzione, ma una necessità strategica. Questo obbligo va oltre l’evitare sanzioni: rappresenta la base su cui si costruiscono la reputazione, la sostenibilità e la competitività di qualsiasi organizzazione. Ma come identificare tutti i requisiti applicabili e garantirne l’adempimento in modo efficace?

Requisiti legali: il quadro normativo che garantisce la sostenibilità della tua impresa

I requisiti legali sono l’insieme di leggi, normative, regolamenti e ordinanze che regolano l’attività aziendale. Il loro obiettivo è garantire che le organizzazioni operino in modo etico, sicuro, sostenibile e conforme alla legislazione vigente. Questi requisiti variano in base al settore e al tipo di attività, e possono riguardare ambiti come:

  • Ambiente: gestione dei rifiuti, controllo delle emissioni, scarichi, efficienza energetica e prevenzione dell’inquinamento.
  • Salute e sicurezza sul lavoro: condizioni di lavoro sicure, prevenzione dei rischi professionali e benessere del personale.
  • Qualità: conformità a norme di gestione come la ISO 9001 o standard specifici di settore per garantire l’eccellenza di prodotti e servizi.
  • Protezione dei dati: conformità al Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR) e ad altre normative sulla privacy.
  • Sicurezza industriale: supervisione tecnica di impianti, macchinari, processi e rispetto delle normative settoriali.
  • Normativa alimentare: rispetto dei requisiti igienico-sanitari, tracciabilità, etichettatura e norme di sicurezza alimentare lungo tutta la filiera agroalimentare.

Requisiti specifici per settori regolamentati

  • Ferroviario e aereo: rispetto delle normative nazionali sulla sicurezza operativa, manutenzione e gestione delle infrastrutture.
  • Costruzioni: conformità ai requisiti legali su sicurezza strutturale, sostenibilità e condizioni di lavoro in cantiere.
  • Elettrico e idrocarburi: osservanza delle normative tecniche e di sicurezza relative a impianti, approvvigionamento e trasporto energetico.
  • Turismo: rispetto delle normative specifiche in materia di sicurezza, accessibilità, sostenibilità e qualità nella fornitura di servizi turistici.

Questi quadri normativi non solo definiscono come deve operare un’azienda, ma costituiscono anche gli obblighi minimi per garantire uno sviluppo responsabile e conforme alla legge, adattato alle particolarità di ogni settore.

Da un punto di vista pratico, cos’è un requisito legale?

È ciò che la tua azienda deve fare per rispettare la normativa vigente. Può trattarsi di un’azione specifica, una misura preventiva, un documento obbligatorio o una valutazione tecnica. Ed è proprio qui che molte organizzazioni si trovano di fronte alla sfida di interpretare correttamente ciò che richiede ogni norma.

Come garantire il rispetto dei requisiti legali in modo efficace?

Rispettare la legge non deve essere un compito complesso se si adotta un approccio proattivo. Le aziende che eccellono in questo ambito lo fanno attraverso una gestione sistematica, che comprende:

  • Identificazione normativa: analisi delle leggi e dei regolamenti applicabili all’attività aziendale.
  • Valutazione dell’impatto legale: comprensione di come le normative influenzano i processi interni.
  • Implementazione di misure correttive: adeguamento di operazioni, procedure e risorse umane.
  • Audit e monitoraggio periodico: verifica del livello di conformità e prevenzione delle deviazioni.
  • Aggiornamento continuo: anticipazione dei cambi normativi che possono influire sul settore.

EcoGestor Legislazione: chiarezza, controllo e conformità a portata di mano

Da Eurofins Environment Testing Spain, ti offriamo una soluzione integrata: EcoGestor Legislazione. Questo strumento digitale ti permette di automatizzare il controllo dei tuoi obblighi legali e facilitarne il rispetto in modo efficiente. Tra i principali vantaggi:

  • Identificazione personalizzata dei requisiti legali applicabili alla tua attività.
  • Sintesi chiara e schematica di ciò che richiede ogni norma: EcoGestor ti indica esattamente cosa deve fare la tua azienda per rispettare ogni normativa, senza ambiguità né tecnicismi inutili.
  • Gestione centralizzata di compiti, responsabili, date chiave e documentazione.
  • Avvisi e aggiornamenti in tempo reale sui cambi normativi che influenzano la tua attività.
  • Copertura completa in ambiti come ambiente, sicurezza sul lavoro, qualità, protezione dei dati e sicurezza industriale.

EcoGestor Legislazione è disponibile anche in Portogallo, Italia, Francia e Perù, permettendo ai gruppi aziendali con presenza internazionale di gestire la conformità legale in modo unificato e adattato a ciascun paese.

Soluzione scalabile e integrata: collega la conformità legale alla gestione operativa

EcoGestor Legislazione può essere integrato con altri strumenti dell’ecosistema EcoGestor, come:

  • Coordinamento (Coordinamento delle Attività Imprenditoriali)
  • CMMS (Gestione della Manutenzione Assistita da Computer)
  • DPI (Gestione dei Dispositivi di Protezione Individuale)
  • Rifiuti (Controllo dei rifiuti generati e tracciabilità)

Questa integrazione consente non solo di conoscere i requisiti normativi, ma anche di controllarne l’applicazione operativa, trasformando la conoscenza legale in azioni reali, pianificate e documentate all’interno del sistema.

Eurofins EcoGestor: il tuo partner strategico per la conformità normativa

In un contesto di continuo cambiamento, avere un team di consulenti esperti come Eurofins EcoGestor fa la differenza. La nostra unità specializzata in legislazione ambientale e conformità normativa lavora per aiutarti a mantenere la tua organizzazione sempre entro i limiti di legge e trasformare questo obbligo in un vantaggio competitivo.

Regolamento Europeo 2024-573

Divieti del Regolamento Europeo 2024/573: Restrizioni ai gas fluorurati

Divieti del Regolamento Europeo 2024/573: Restrizioni ai gas fluorurati 1200 800 Eurofins EcoGestor

Un nuovo quadro normativo per ridurre l’impatto climatico

Il Regolamento Europeo 2024/573 introduce nuove restrizioni alla commercializzazione e all’uso dei gas fluorurati a effetto serra, con l’obiettivo di ridurne l’impatto sul riscaldamento globale. Questo regolamento stabilisce misure progressive per limitare la produzione e la distribuzione di questi composti, promuovendo alternative più sostenibili.

Principali divieti del Regolamento 2024/573 (Allegato IV)

L’Allegato IV del Regolamento 2024/573 elenca i divieti di immissione sul mercato di determinati prodotti contenenti gas fluorurati. Di seguito sono riportate le restrizioni più rilevanti in formato tabella.

Data di divieto dei prodotti/apparecchi:

1° gennaio 2025:

  • Frigoriferi e congelatori per uso commerciale (apparecchi autonomi) contenenti altri gas fluorurati a effetto serra con GWP pari o superiore a 150.
  • Qualsiasi apparecchio autonomo di refrigerazione, eccetto i refrigeratori, contenente gas fluorurati a effetto serra con GWP pari o superiore a 150, salvo nei casi in cui siano necessari per soddisfare i requisiti di sicurezza nell’area operativa.
  • Apparecchi di refrigerazione, esclusi i refrigeratori e le apparecchiature di cui ai punti 4 e 6 (vedi Allegato IV), che contengano o dipendano da gas fluorurati con GWP ≥ 2500, eccetto quelli destinati a raffreddare prodotti a temperature inferiori a –50 °C.
  • Sistemi split semplici contenenti meno di 3 kg di gas fluorurati elencati nell’Allegato I, o il cui funzionamento dipenda da essi, con GWP ≥ 750.

1° gennaio 2026:

  • Frigoriferi e congelatori domestici contenenti gas fluorurati a effetto serra, salvo se richiesti per motivi di sicurezza nell’area operativa.

1° gennaio 2027:

  • Refrigeratori contenenti o che dipendono da gas fluorurati con GWP ≥ 750 per apparecchi con capacità nominale superiore a 12 kW, salvo esigenze di sicurezza.
  • Apparecchi monoblocco di condizionamento, altri apparecchi autonomi e pompe di calore autonome, collegabili a prese per ambienti chiusi, con capacità nominale fino a 12 kW, contenenti gas fluorurati con GWP ≥ 150, salvo esigenze di sicurezza. Se la sicurezza non consente l’uso di gas con GWP < 150, il limite sarà GWP 750.
  • Sistemi split aria-acqua fino a 12 kW contenenti gas fluorurati o che ne dipendano, con GWP ≥ 150, salvo esigenze di sicurezza.

1° gennaio 2029:

  • Sistemi split aria-aria fino a 12 kW con gas fluorurati con GWP ≥ 150, salvo esigenze di sicurezza.
  • Sistemi split > 12 kW con gas fluorurati con GWP ≥ 750, salvo esigenze di sicurezza.

1° gennaio 2030:

  • Apparecchi di refrigerazione (eccetto refrigeratori e apparecchiature dei punti 4 e 6) contenenti o che dipendano da gas fluorurati con GWP ≥ 150, salvo esigenze di sicurezza.
  • Altri apparecchi autonomi di condizionamento e pompe di calore contenenti gas fluorurati con GWP ≥ 150, salvo esigenze di sicurezza. Se non è possibile utilizzare alternative con GWP < 150, il limite sarà GWP 750.

1° gennaio 2032:

  • Refrigeratori contenenti o dipendenti da gas fluorurati per apparecchi con capacità fino a 12 kW, salvo esigenze di sicurezza.
  • Apparecchi di condizionamento monoblocco, altri apparecchi autonomi e pompe di calore autonome, collegabili a prese per ambienti chiusi, fino a 12 kW, contenenti gas fluorurati, salvo esigenze di sicurezza. Se non è possibile utilizzare alternative ai gas fluorurati, il limite sarà GWP 750.

1° gennaio 2033:

  • Sistemi split > 12 kW con gas fluorurati con GWP ≥ 150, salvo esigenze di sicurezza.

1° gennaio 2035:

  • Sistemi split fino a 12 kW con gas fluorurati (senza soglia di GWP), salvo esigenze di sicurezza.

Impatto su imprese e settori industriali

Il settore maggiormente colpito sarà quello della refrigerazione e climatizzazione, ma le restrizioni avranno un impatto rilevante anche sui produttori di tali apparecchiature e su qualsiasi industria in cui siano essenziali. Inoltre, influenzeranno le aziende che pianificano investimenti in nuove attrezzature, costringendole a considerare alternative più sostenibili:

  • Sostituzione dei refrigeranti nei sistemi industriali e commerciali, privilegiando alternative a basso impatto ambientale.
  • Sviluppo di soluzioni prive di HFC nella produzione di schiume e solventi.
  • Crescente domanda di sistemi elettrici e di commutazione senza SF6, stimolando l’innovazione nelle reti elettriche sostenibili.

Come può aiutarti Eurofins EcoGestor a rispettare il Regolamento 2024/573?

Con Eurofins EcoGestor, facilitiamo la transizione verso una gestione ambientale più sostenibile grazie a soluzioni avanzate che permettono di essere sempre aggiornati con EcoGestor Legislazione e ottimizzare i processi industriali con EcoGestor CMMS:

  • Identificazione dei gas fluorurati soggetti a restrizioni nei prodotti e nei processi industriali.
  • Conformità normativa e controllo documentale per garantire che gli apparecchi e i prodotti immessi sul mercato rispettino le nuove disposizioni.
  • Ottimizzazione dei processi industriali per sostituire le sostanze vietate con alternative sostenibili.

Se la tua azienda è interessata da queste nuove normative, contatta il nostro team e scopri come EcoGestor può aiutarti ad adattarti al Regolamento 2024/573 in modo efficiente e sicuro.

Rispettare il Regolamento 2024/573 con Eurofins EcoGestor. Richiedi una demo e ottimizza la gestione ambientale della tua azienda.