L’economia circolare continua a progredire all’interno dell’Unione Europea, avanzando con decisione e incidendo direttamente su produttori, riparatori e consumatori. Una nuova direttiva comunitaria introduce cambiamenti significativi nel modo di fornire informazioni sulla riparazione dei beni, stabilendo scadenze precise e obblighi concreti che è importante conoscere in anticipo. In vista del 2026, rimanere aggiornati sarà essenziale per evitare qualsiasi rischio di non conformità.
Un contesto europeo orientato alla riparazione e alla sostenibilità
La Direttiva (UE) 2024/1799 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 giugno 2024, stabilisce norme comuni per promuovere la riparazione dei beni, in linea con gli obiettivi europei di riduzione dei rifiuti, uso efficiente delle risorse e aumento della durata di vita dei prodotti.
La direttiva modifica il regolamento (UE) 2017/2394 e le direttive (UE) 2019/771 e (UE) 2020/1828, rafforzando il ruolo dell’informazione al consumatore come elemento centrale per favorire decisioni di acquisto e di riparazione più sostenibili. Il termine massimo per il recepimento è fissato al 31 luglio 2026, lasciando agli Stati membri e agli operatori economici un margine di tempo limitato per adeguarsi.
Obblighi informativi per i riparatori: chiarezza e transparenza
Uno dei pilastri della direttiva sulla riparazione dei beni riguarda gli obblighi informativi dei riparatori, che devono fornire al consumatore il Modulo Europeo di Informazioni sulla Riparazione. Una volta recepita la normativa, saranno tenuti a:
- Specificare in modo chiaro e comprensibile le condizioni della riparazione.
- Fornire il modulo gratuitamente, su un supporto durevole e prima della formalizzazione del contratto.
- Informare preventivamente sui costi del servizio di diagnosi, qualora sia necessario.
- Mantenere immutate le condizioni di riparazione per un periodo di 30 giorni di calendario.
Questi requisiti mirano a rafforzare la fiducia dei consumatori e a facilitare confronti oggettivi tra le diverse opzioni di riparazione.
Nuovi obblighi informativi per produttori e importatori
La direttiva (UE) 2024/1799 introduce inoltre obblighi specifici per i produttori dei beni elencati nell’allegato II — come lavatrici domestiche, apparecchi di refrigerazione, schermi elettronici, attrezzature per saldatura, aspirapolvere, server e dispositivi di archiviazione dati, telefoni mobili o cordless, tra gli altri — così come per i rappresentanti autorizzati e gli importatori. Tra i principali obblighi informativi si evidenziano:
- Riparare i beni quando esistano requisiti di riparabilità stabiliti dall’UE, in modo gratuito o a un prezzo ragionevole e entro un termine adeguato.
- Pubblicare su un sito web ad accesso libero informazioni sui prezzi indicativi delle riparazioni più comuni.
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Non utilizzare clausole contrattuali né soluzioni tecniche (hardware o software) che impediscano la riparazione.
- Non ostacolare l’uso, da parte dei riparatori indipendenti, di ricambi originali, compatibili, di seconda mano o prodotti tramite stampa 3D.
- Non rifiutare una riparazione sostenendo che il bene sia stato precedentemente riparato da un’altra persona.
Inoltre, i produttori che commercializzano ricambi e strumenti dovranno metterli a disposizione a un prezzo ragionevole, che non scoraggi la riparazione.
Informazioni al consumatore dopo la riparazione e ampliamento della responsabilità
Per i beni venduti dopo il 31 luglio 2026, la direttiva introduce un ulteriore obbligo di carattere informativo:
- Quando si effettua una riparazione per ripristinare la conformità del bene, il produttore dovrà estendere di 12 mesi il periodo di responsabilità, applicabile una sola volta.
- Sarà obbligatorio informare il consumatore del suo diritto di scegliere tra riparazione o sostituzione, nonché della possibile estensione del periodo di responsabilità.
Rimanere aggiornati sulla normtavia ambientale e sui applicabili ai prodotti
La complessità e il volume delle nuove obbligazioni normative rendono indispensabile disporre di strumenti che facilitino il monitoraggio legislativo. Soluzioni come Ecogestor Legislazione, di Eurofins Environment Testing Spain, permettono alle organizzazioni di rimanere sempre aggiornate sui cambiamenti regolatori più rilevanti, valutarne l’applicabilità e anticipare in modo strutturato le azioni necessarie per garantire la conformità.
Il ruolo di Eurofins nel supporto normativo
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