efficienza energetica degli edifici

Direttiva Europea sull’Efficienza Energetica degli Edifici: quali cambiamenti devono preparare le imprese in Italia?

Direttiva Europea sull’Efficienza Energetica degli Edifici: quali cambiamenti devono preparare le imprese in Italia? 1200 800 Eurofins EcoGestor

L’Unione Europea ha rafforzato la propria strategia di decarbonizzazione del patrimonio immobiliare con l’approvazione della Direttiva (UE) 2024/1275 del Parlamento europeo e del Consiglio del 24 aprile 2024, relativa alla prestazione energetica nell’edilizia (EPBD – Energy Performance of Buildings Directive). La norma, pubblicata l’8 maggio 2024, introduce nuovi obblighi per gli edifici nuovi ed esistenti, promuove la riqualificazione energetica e fissa l’obiettivo di raggiungere un patrimonio immobiliare a emissioni zero entro il 2050. 

Per l’Italia, dove una parte significativa degli edifici è stata realizzata prima dell’introduzione di standard energetici rigorosi, la direttiva rappresenterà una trasformazione profonda che interesserà sviluppatori immobiliari, property manager, imprese industriali, centri logistici, uffici, strutture alberghiere, centri commerciali e pubbliche amministrazioni. 

Il termine generale per il recepimento della Direttiva negli ordinamenti nazionali è fissato al 29 maggio 2026. Da quel momento inizieranno a concretizzarsi anche in Italia numerosi obblighi oggi definiti a livello europeo, sebbene le relative disposizioni nazionali di attuazione non siano ancora state completamente pubblicate. 

L’edificio a emissioni zero: il nuovo standard europeo

Uno dei pilastri della direttiva è l’introduzione del concetto di edificio a emissioni zero (Zero-Emission Building – ZEB), caratterizzato da un’elevatissima efficienza energetica e da emissioni operative nulle o molto basse. 

La normativa prevede che: 

  • Gli edifici nuovi di proprietà di enti pubblici o da essi occupati dovranno essere edifici a emissioni zero a partire dal 1° gennaio 2028. 
  • Tutti gli altri edifici nuovi dovranno rispettare lo stesso requisito dal 1° gennaio 2030. 

Inoltre, i nuovi progetti dovranno essere concepiti per favorire l’utilizzo dell’energia solare e facilitare l’installazione futura di tecnologie rinnovabili. 

Principali obblighi che le imprese in Italia dovranno considerare

1. Parcheggi:più punti di ricarica e spazi per biciclette 

Termine di recepimento: 29 maggio 2026 

La direttiva introduce importanti requisiti legati alla mobilità elettrica e sostenibile. 

Edifici non residenziali nuovi o soggetti a ristrutturazioni importanti con più di 5 posti auto 

Dovranno prevedere: 

  • 1 punto di ricarica ogni 5 posti auto. 
  • Predisposizione dell’infrastruttura elettrica (precablaggio) per il 50% dei posti. 
  • Posti bici equivalenti ad almeno il 15% della capacità media di utilizzo dell’edificio oppure al 10% della capacità totale degli utenti. 

Edifici non residenziali esistenti con più di 20 posti auto 

Entro il 1° gennaio 2027 dovranno essere dotati di: 

  • 1 punto di ricarica ogni 10 posti auto oppure infrastrutture per il 50% dei posti. 
  • Posti bici pari almeno al 15% della capacità media o al 10% della capacità totale degli utenti. 

Se tali edifici appartengono a enti pubblici o sono da essi occupati, entro il 1° gennaio 2033 sarà inoltre necessario predisporre il precablaggio per il 50% dei posti auto. 

Edifici residenziali nuovi o oggetto di ristrutturazioni importanti con più di 3 posti auto 

Dovranno integrare: 

  • Almeno 1 punto di ricarica. 
  • Precablaggio per il 50% dei posti. 
  • Due posti bici per ogni unità abitativa. 

Inoltre, i proprietari degli edifici residenziali non potranno rifiutare, salvo motivazioni giustificate, le richieste di installazione di punti di ricarica presentate da inquilini o comproprietari. 

 

2. Attestatidi prestazione energetica più rigorosi 

Termine di recepimento: 29 maggio 2026 

La direttiva introduce un nuovo quadro normativo per gli Attestati di Prestazione Energetica (APE), che dovranno essere adeguati ai nuovi requisiti europei. 

Tra i principali obblighi: 

  • Validità massima di 10 anni. 
  • Emissione da parte di esperti qualificati o certificati. 
  • Obbligatorietà per gli edifici di nuova costruzione. 
  • Obbligatorietà per edifici sottoposti a ristrutturazioni rilevanti. 
  • Obbligatorietà per edifici pubblici o occupati da enti pubblici. 
  • Obbligatorietà in caso di vendita o locazione. 

Inoltre: 

  • La classe energetica dovrà essere indicata negli annunci immobiliari. 
  • L’APE dovrà essere mostrato a potenziali acquirenti o locatari. 
  • Il documento dovrà essere consegnato formalmente all’acquirente o al nuovo conduttore. 

Gli edifici pubblici e gli edifici non residenziali dovranno esporre il certificato in una posizione visibile. 

 

3. Nuovirequisiti per gli edifici di nuova costruzione 

Termine di recepimento: 29 maggio 2026 

Edifici a emissioni zero 

  • Dal 1° gennaio 2028 per edifici pubblici. 
  • Dal 1° gennaio 2030 per tutti gli altri edifici. 

Potenziale di riscaldamento globale (GWP) 

L’APE dovrà includere informazioni relative al Potenziale di Riscaldamento Globale (Global Warming Potential – GWP) lungo l’intero ciclo di vita dell’edificio: 

  • Dal 1° gennaio 2028 per nuovi edifici superiori a 1.000 m². 
  • Dal 1° gennaio 2030 per tutti i nuovi edifici. 

Predisposizione per l’energia solare 

Gli edifici dovranno essere progettati per massimizzare il potenziale di produzione da fonte solare in funzione dell’irraggiamento del sito e agevolare la futura installazione di impianti fotovoltaici o altre tecnologie solari. 

 

4. Impiantitecnici più efficienti e intelligenti 

Termine di recepimento: 29 maggio 2026 

La direttiva rafforza anche i requisiti relativi agli impianti tecnici. 

Tra gli obblighi principali: 

  • Valutare la prestazione energetica complessiva in caso di modifiche agli impianti. 
  • Fornire tale valutazione al proprietario dell’edificio. 
  • Implementare sistemi di monitoraggio e controllo energetico. 
  • Incrementare la digitalizzazione delle installazioni. 

Inoltre, gli impianti di riscaldamento, ventilazione e climatizzazione dovranno essere sottoposti a controlli periodici: 

  • Ogni 5 anni per potenze nominali superiori a 70 kW. 
  • Ogni 3 anni per potenze superiori a 290 kW. 

Salvo le eccezioni previste dall’articolo 23 della Direttiva. 

 

5. Riqualificazione energetica degli edifici 

Termine di recepimento: 29 maggio 2026 

La riqualificazione energetica assume un ruolo centrale nella nuova normativa europea. 

Passaporto di ristrutturazione 

Qualora previsto dalla legislazione italiana, i proprietari potrebbero dover disporre di un: 

  • Passaporto di ristrutturazione in formato digitale. 
  • Documento elaborato da esperti qualificati. 
  • Documento collegato all’Attestato di Prestazione Energetica. 

Inoltre, qualora la misura sia tecnicamente ed economicamente sostenibile, la sostituzione di impianti di riscaldamento o raffrescamento dovrà prevedere: 

  • Sistemi di regolazione automatica della temperatura ambiente. 
  • Dispositivi di bilanciamento idraulico, ove applicabili. 

 

Le 5 azioni che le imprese italiane dovrebbero iniziare a preparare

1. Effettuareaudit energetici degli edifici 

Identificare consumi, inefficienze e opportunità di miglioramento per anticipare i futuri obblighi normativi. 

2. Verificarei parcheggi aziendali 

Analizzare la necessità di installare infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici, predisposizioni elettriche e parcheggi per biciclette. 

3. Pianificare investimenti nella riqualificazione energetica 

Intervenire su involucri edilizi, coperture, serramenti, illuminazione e impianti tecnologici per migliorare le prestazioni energetiche. 

4. Digitalizzaree monitorare gli impianti 

Implementare sistemi intelligenti di gestione dell’energia, monitoraggio dei consumi e integrazione dei dati per ottimizzare l’efficienza operativa degli edifici. 

5. Rafforzarela conformità normativa e documentale 

Prepararsi alla gestione di APE, passaporti di ristrutturazione, ispezioni impiantistiche e documentazione richiesta dalla futura normativa italiana. 

 

Come impatterà la direttiva sul mercato italiano?

L’Italia sarà uno dei Paesi maggiormente interessati dalla nuova EPBD a causa dell’età media elevata del patrimonio edilizio nazionale e dell’ampio potenziale di efficientamento energetico. Le imprese proprietarie o gestori di edifici commerciali, industriali e logistici potrebbero dover affrontare investimenti significativi nei prossimi anni per adeguarsi ai nuovi standard europei. 

Tuttavia, la direttiva rappresenta anche un’opportunità per ridurre i consumi energetici, contenere i costi operativi, incrementare il valore degli immobili e migliorare le performance ESG delle organizzazioni. Le aziende che inizieranno per tempo a pianificare interventi di efficientamento e digitalizzazione saranno in una posizione più favorevole quando le disposizioni europee verranno recepite nell’ordinamento italiano. 

EcoGestor Compliance: uno strumento per anticipare la nuova normativa

Il recepimento della Direttiva (UE) 2024/1275 introdurrà nuovi obblighi tecnici, documentali e organizzativi per migliaia di imprese italiane. In questo contesto, EcoGestor Compliance supporta le organizzazioni nell’identificazione e nel monitoraggio dei requisiti normativi applicabili in materia di ambiente, energia e sostenibilità, consentendo di rimanere aggiornate sulle evoluzioni legislative, valutare il proprio livello di conformità e gestire in modo efficace gli adempimenti derivanti dalla nuova regolamentazione europea sull’efficienza energetica degli edifici.

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